Mai Mai Mai

Theta

2013 (Boring Machines) | electronic, noise

In Italia, c'è chi esorcizza le conseguenze nefaste della recessione economica attraverso massicce dosi endovena di revival indie. C'è chi s'incazza col mondo intero, nascondendosi dietro le puerili invettive filigranate di Fabri Fibra, e chi si consola con le pellicole di Checco Zalone. Ma c'è anche chi si avventura in sentieri musicali che, se non propriamente inesplorati, riescono quantomeno a portare una ventata d'aria gelida all'autunno caldo di questo stivale mefitico.

Toni Cutrone appartiene indubbiamente a questi ultimi. Già batterista degli Hiroshima Rocks Around e dei nuovi alfieri dell'art-rock Trouble Vs Glue, il Nostro è anche un ardente rumorista, che esplora le paludi della sperimentazione synth-punk e della drone-ambient non solo attraverso le produzioni della sua etichetta, la NO=FI Recordings (che pure contribuisce a rimpolpare il panorama underground europeo con nomi ormai di culto, come Heroin In Tahiti, Ensemble Economique, Fuzz Orchestra e Father Murphy), ma anche attraverso la sua nuova identità artistica: Mai Mai Mai.

L'alter ego di Toni C. ha assimilato le diverse culture e sonorità di quei posti che ha “involontariamente” visitato durante l'infanzia, per seguire la famiglia. L'Europa e il Medio Oriente sono fonti inesauribili di ispirazione musicale, con le atmosfere plastiche e sintetiche della prima e qualle eteree e conturbanti del secondo. Ne è venuto fuori “Theta”, un esordio proteso alla commistione di bordoni assordanti, beat polverosi e field recording psicotici.

Mai Mai Mai veste i panni di un controverso officiante e recita i suoi caustici sermoni accompagnati dalle basse frequenze che sgorgano dense dai sintetizzatori, come accade in “Noeo”. Poi, chiama a raccolta i fantasmi di Atrax Morgue e Muslimgauze a popolare l'andamento sussultorio di “Upnos” e gli spasmi elettronici di “Muo”, mentre con il fuoco – fatuo – di “Prometheus” sprigiona bagliori bluastri che illuminano gli antichi canti greci da lui stesso campionati.
E se le influenze di due nomi altisonanti quali Marco Corbelli e Bryn Jones non bastano a impreziosire “Theta”, allora ci mettiamo anche i November Növelet di casa Arafna, le cui suggestioni echeggiano in “Telos”, e Mr. Xiu Xiu Jamie Stewart, che del debutto di Mai Mai Mai ha curato personalmente la fase di missaggio nei suoi studi di Los Angeles.

All fine, in quest'Italia malmessa si produce ancora del rumore di buona qualità. E per questo dobbiamo ringraziare anche la Boring Machines - attiva ormai da sette anni - che ha pubblicato “Theta” in un'edizione limitata di 300 copie in vinile.

(06/11/2013)



  • Tracklist
  1. Theta
  2. Prometheus
  3. Noeo
  4. Upnos
  5. Muo
  6. Telos
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