Basement Jaxx

Junto

2014 (Atlantic Jaxx) | house-pop

Pare vadano di moda, ultimamente, gli sdoganatori fuori tempo massimo. Leggi senza dover cercare fra le righe: quelli che di colpo - vuoi per riuscite operazioni commerciali, vuoi per autentici colpi di fortuna o magari anche per effettivo talento comunicativo - saltano fuori trasformando in tendenza qualcosa che esiste da prima che fossero nati. Quello house è solo l'ultimo dei mondi ad aver subito quest'operazione di rispolvero in pompa magna: merito dei tanti che lo hanno scelto per raffinare il loro verbo pop (sorta di processo inverso di quello che caratterizza il tremendo mainstream odierno); colpa soprattutto di due fratelli che l'anno scorso hanno deciso di travestirsi da finti reduci della Chicago di fine Ottanta e improvvisarsi professori per un pubblico europeo maledettamente eterogeneo (dagli hipster più impavidi ai reduci dei locali tutti trucco, pettine e firme sui vestiti).

Pensare oggi che nel 1999 dei Basement Jaxx si poteva dire sostanzialmente la stessa cosa fa quasi sorridere, semplicemente perché sarebbe ingiusto negare ai sempre serissimi e impeccabili Ratcliffe e Buxton lo status di guru di un decennio e mezzo di house e un ruolo nel forgiare la stessa per come la conosciamo oggi. Eppure, il loro ritorno a distanza di ben cinque anni dal tutto fuorché convincente “Scars” sembra proprio arrivare apposta per questo: per farci tornare in mente che, non ci fossero stati i Daft Punk a imporre a inizio millennio il tocco francese sulle ceneri del garage, di loro avremmo parlato parecchio di più, e forse non li avremmo costretti a reinventarsi remixer di lusso per conclamate radio-star. Sembrano dirci questo, e sussurrare un “alla fine abbiamo vinto noi!” piuttosto combattuto tra la goduria della rivalsa e il rammarico.

Già, perché “Junto” nasce con intenti maledettamente vicini a quelli con cui gli Orbital avevano partorito “Wonky” due anni fa: mostrare che i maestri sono sempre i maestri, e quanto gli allievi debbano molto a loro anche laddove li abbiano palesemente superati. Ma laddove quest'ultimo falliva limitandosi all'autocelebrazione, “Junto” è in primo luogo un condensato di mestiere ed esperienza in grado di adattarsi a mille gusti, e dall'altro una cartina di tornasole perfetta per capire quanta house (e quanti anni Novanta!) ci sia nelle hit da radio-disco che tartassano oggi le nostre giornate.
Un disco di due dj più che di due producer, un disco che porta sulle spalle il peso di anni spesi a osservare e ragionare sull'asse house-pop, a constatare le sue evoluzioni e ramificazioni, fino a scegliere di mettere l'accento su quella che collega le origini all'esotico.

In parole più semplici, l'equa divisione è fra gemme gloriose dove la nostalgia si palesa in tutta la sua attualità e scorribande che da un lato ammiccano alla disco più meticcia, dall'altro testimoniano quanto diffuso e dirompente si sia fatto il feticcio tropicale. Restando sul primo punto, il manifesto porta il nome di quella “Never Say Never” che ha silenziosamente scalato le chart in Gran Bretagna – terra promessa della rinascita house targata 2010 – ma passa attraverso momenti clamorosamente pop, come la spianata di “Power To The People” o l'irresistibile schiacciasassi di “Unicorn”. A testa bassa in direzione ancora più pop procedono gli ammiccamenti r'n'b di “We Are Not Alone”, quelli sfacciatamente bluesy di “Summer Dem” e il caleidoscopio infervorato di “Mermaid Of Salinas”.

Poi c'è “l'altro lato”, quello che si butta sul trend contemporaneo e lo trasforma in verbo attraverso gli scenari caraibici sotto ecstasy di “What's The News”, gli svolazzi sintetici su tela afro di “Sneakin' Toronto”, la torcida in coro del coloratissimo carnevale di “Mermaid Of Salinas” e il grigiore urbano quasi grime di “Buffalo”. Un serpentone rallentato solo verso la fine dalla concessione downtempo di “Something About You” e dallo sfumato finale della tenue quanto non troppo utile “Love Is At Your Side”.
Per completare la festa, un secondo disco incluso nella special edition raccoglie inediti, remix fatti in casa e rivisitazioni altrui in una sorda di mini-dj-set che mira dritto al dancefloor, incrementando i bpm e incattivendo i 4/4 in un autentico inchino dalle molteplici direzioni: a Fatboy Slim, all'acid di casa, al booty oltreoceano. Questione di prospettive, a meno che non si voglia dire, più semplicemente: all'house e alla sua storia, quella che in troppi sembrano non conoscere.

Il celebre "gallina vecchia fa buon brodo" mai fu più azzeccato.

(23/09/2014)

  • Tracklist
  1. Intro
  2. Power To The People
  3. Unicorn
  4. Never Say Never
  5. We Are Not Alone
  6. What's The News
  7. Summer Dem
  8. Buffalo
  9. Rock This Road
  10. Sneakin' Toronto
  11. Something About You
  12. Mermaid Of Salines
  13. Love Is At Your Side

Cd bonus - Special Edition
  1. Galactical
  2. What A Difference Your Love Makes
  3. Daddy Makes Boom Boom
  4. Never Say Never (Jaxx Extended Mix)
  5. House Scene (Edit)
  6. Back 2 The Wild (Jaxx Extended Mix)
  7. Mermaid Of Salinas
  8. Moments In Dub
  9. Wherever You Go
  10. Back 2 The Wild (Korean Version)
  11. Back 2 The Wild (Gorgon City Remix)
  12. Never Say Never (GotSome Bring It Back Remix - Edit)
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