Simple Minds

Big Music

2014 (Sony Music) | synth-wave-pop

Ecco, l’ennesimo disco degli imbolsiti Simple Minds... Questa recensione sembrava già incanalata a senso unico, come del resto la produzione di Jim Kerr e compagni da almeno tre decadi a questa parte: un inesorabile declino, mitigato inizialmente dai riscontri commerciali del dopo-“Don’t You” e successivamente accompagnato da un’indifferenza crescente, fino alle ultime, semi-clandestine prove degli anni Duemila. Stavolta, però, c'è la sorpresa.

Tenuti in vita dalla loro instancabile attività live, inclusa la magica moltiplicazione “5x5” che ha rimesso a lucido i vecchi tesori, i Simple Minds danno segni di risveglio anche in studio, a giudicare da questo “Big Music”, già acclamato dalla stampa d’oltremanica come il loro miglior disco dai tempi di “Sparkle In The Rain”. Frutto miracoloso del ritorno in sella a una major (Sony) con relativi benefici promozionali? No, forse davvero non siamo distanti dalla realtà, anche se ogni paragone con l’età dell’oro della band britannica risulta semplicemente fuorviante. Oggi, a Kerr e compagni, mancano del tutto la tensione, l’audacia sperimentale e la freschezza melodica che assecondarono la loro cavalcata nel lustro 1979-1984. Epperò, tra la muraglia di sequencer e sintetizzatori con cui hanno costruito la loro rinnovata grandeur, non si può non scorgere il tentativo di attingere davvero ai loro suoni “buoni”, quelli che riuscirono nel miracolo di amalgamare le atmosfere più sinistre della new wave con un torbido battito da dancefloor. Merito soprattutto di tessiture electro tanto enfatiche quanto, stavolta, potenti e incisive. Del resto, il titolo stesso tradisce il desiderio di tornare ad abbeverarsi a quel sound appassionato e ponderoso che nel 1984 i Waterboys definirono proprio “Big Music” e al quale furono accostati alcuni gruppi dell’epoca, dagli Alarm ai Big Country fino agli stessi Simple Minds.

Dodici canzoni (18 nella versione deluxe), molte delle quali già scritte nel corso degli ultimi sei anni di attività, che vedono la band britannica ricreare in laboratorio una sintesi tra il suono infervorato degli esordi e quello più tronfio di “Once Upon A Time”. Un impasto denso, stratificato, al quale si aggiunge, a tratti, una rinnovata ispirazione in sede di scrittura, a cominciare dall’electro pulsante di “Blindfolded”, che apre il disco all’insegna di nuove liriche misteriose e misticheggianti, e dalla successiva “Midnight Walking”, possente cavalcata sintetica sulle orme del groove del Sogno Dorato. Il singolo “Honest Town”, omaggio di Kerr alla madre e alla Glasgow dell’infanzia, azzecca il giusto feeling grazie anche al contributo di Iain Cook dei Chvrches, che co-firma “Blood Diamonds”, già inclusa con l’altro non meno nostalgico inedito “Broken Glass Park” nell’antologia “Celebrate” del 2013.
Kerr, del resto, è uno dal cuore tenero, e in “Let The Day Begin” si ricorda persino dei Call, vecchi compagni di tour, omaggiando il cantante Michael Been, morto nel 2010, il quale aveva proprio scritto il brano rifacendosi alla “Waterfront” dei Simple Minds. È invece un concerto di Prince a Montreux – a detta dello stesso leader – il motivo ispiratore della nerboruta title track, che sprigiona grande potenza di fuoco, pur senza deflagrare mai. E se episodi non meno pomposi come “Human” e “Kill Or Cure” cercano – più o meno felicemente – di riaccendere la scintilla di “Sparkle In The Rain”, la conclusiva “Spirited Away” condensa tutta la malinconia in una confessione a fil di voce, più intima e rilassata.

Un passo avanti confortante, dunque, per Kerr e soci, anche se parlare di resurrezione suona ancora azzardato. L’operazione-nostalgia – avviata proprio a partire dal tour 5x5 – sta tutto sommato aiutando i Simple Minds a uscire dalle secche, e “Big Music” sarà l'occasione giusta per riassaporare la verve della band britannica in formato live: il tour è già annunciato per il 2015 e ancora una volta non mancherà di toccare l’Italia. La versione deluxe del disco contiene anche un Dvd con immagini del backstage, intervista alla band e videoclip dei successi, più un cd con 6 speciali bonus track (tra le quali le cover di “Riders On The Storm” dei Doors e “Dancing Barefoot” di Patti Smith).

(09/12/2014)

  • Tracklist
  1. Blindfolded
  2. Midnight walking
  3. Honest town
  4. Big music
  5. Human
  6. Blood diamonds
  7. Let the day begin
  8. Concrete and cherry blossom
  9. Imagination
  10. Kill or cure
  11. Broken glass park
  12. Spirited away
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