Hezekiah Jones

In Loving Memory Of Oosi Lockjaw

2015 (Woodfarm) | songwriter, alt-folk-pop

Cercasi Oosi disperatamente.
Che sia uno degli strani homunculi che spuntano dal ventre dei personaggi sulla copertina del nuovo disco firmato Hezekiah Jones? Oppure quella sorta di monaco zen che appare con l’aura di uno spirito guida nel quadro sullo sfondo?
Forse nessuno di questi, e siamo semplicemente partiti dalla pista sbagliata. Forse il fatto è che siamo troppo abituati alle risposte facili, agli interrogativi che non vanno oltre il tempo di caricamento dei risultati di Google. Raphael Cutrufello preferisce provocarci con una stramba sfida a “Indovina chi?”, alla ricerca dell’identità del misterioso Oosi Lockjaw che dà il titolo al suo terzo lavoro sulla lunga distanza. Che sia il protagonista di un’antica leggenda orientale o una pura invenzione di fantasia, il suo segreto è tutto racchiuso nelle nuove canzoni del songwriter di Philadelphia: basta essere disposti a seguire le tracce.

Quattro anni fa, “Have You Seen Our New Fort?” aveva segnato un punto di svolta nel percorso musicale del collettivo capitanato da Cutrufello, traghettando gli acquerelli folk dell’esordio verso un dinamismo più elaborato. “In Loving Memory Of Oosi Lockjaw” prosegue nella direzione di un’Americana colorata e sognante, accentuando la vocazione a un artigianato pop capace di guardare ai Beatles con gli occhi degli Wilco.
La pausa discografica testimonia la lunga gestazione dell’album, sostenuta da una campagna di crowdfunding su PledgeMusic e coincisa anche con il cambio di etichetta (dalla Yer Bird alla Woodfarm Records). “C'è voluto un po’ di tempo perché volevamo metterci tutto il nostro impegno, senza lesinare su nessun aspetto”, spiega Cutrufello. Il risultato è un disco molto più corale dei precedenti, in cui la band che lo ha accompagnato sul palco negli ultimi anni diventa diretta protagonista: “In passato realizzavo gran parte del processo di registrazione un pezzo alla volta, a casa mia o di qualcun altro, e usavo chiunque fosse disponibile in quel momento”, prosegue Cutrufello. “Questa è la prima volta in cui portiamo in studio tutta l’energia che il gruppo esprime dal vivo”.

Mai come questa volta, insomma, Hezekiah Jones diventa la ragione sociale di una compagine più ampia. La coralità del disco emerge sin dalla scrittura dei brani: il chitarrista Brad Hinton e il bassista Phil D’Agostino danno un contributo decisivo agli arrangiamenti più elaborati, confezionando per “The Dark Heart’s Out” e “Hundred Miles In” una veste melodica alla M. Ward (con l’aggiunta, all’occorrenza, anche di qualche divagazione psych).
La filastrocca folk di “Go Cat Fall” gioca con i fraseggi del fiddle, “How The Wind Loves You” si distende tra fiati e archi. Qualche breve intermezzo segna le coordinate del viaggio (“Pittsburgh”, “Houghton”, “Toronto”), come indicazioni stradali comparse all’improvviso dietro una curva. Tra la morbidezza dei contorni di “Oosi Strikes Out In Hollywood” e il valzer finale di “Bound To Be Sick”, a richiamare le radici cantautorali di Cutrufello è soprattutto l’intreccio di lap steel, banjo e fischiettii di “Strange Dream”, nuova versione di un episodio tratto dalla collaborazione con i concittadini Spinning Leaves.

“Oosi…”, sussurra insistentemente una voce che sembra provenire dalla loggia nera di “Twin Peaks”, proprio all’inizio di “Oosi Strikes Out In Hollywood”. Ma lo spirito di Oosi Lockjaw aleggia su tutti i brani del disco: “Ho pensato a lui come a una figura mitologica, una rappresentazione del bisogno di liberarci dal nostro ego”, racconta Cutrufello. “Un amorevole esorcismo per lasciare andare i demoni e i fantasmi che infestano il nostro corpo”.
Forse Oosi è la creatura del dottor Frankenstein, in eterna attesa della sua promessa sposa: le note di “Borrowed Heart” ridanno forma alle immagini in bianco e nero di “The Bride Of Frankenstein”, e la vecchia pellicola di James Whale diventa un canto sospeso tra la paura della disillusione e la scommessa sull’infinito orizzonte della possibilità (“Oh, what if she loves you, been thinking of you/ Wants you around anyway?”).
O magari, alla fine, Oosi siamo tutti noi, quando smettiamo di fissare le crepe della nostra vita e apriamo gli occhi sull’affacciarsi di un nuovo giorno, proprio come suggeriscono i versi di “How The Wind Loves You”. Perché la realtà sorride a chi è disposto a spalancarle la porta: “Oh how the wind loves you when you open the doors and let it blow right through”. Parola di Oosi Lockjaw.

(28/11/2015)

  • Tracklist
  1. The Dark Heart’s Out
  2. Go Cat Fall
  3. Hundred Miles In
  4. Oosi Strikes Out In Hollywood
  5. Pittsburgh
  6. How The Wind Loves You
  7. Spare The Wicked
  8. Houghton
  9. Strange Dream
  10. Borrowed Heart
  11. Toronto
  12. Bound To Be Sick


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