Joanna Gruesome

Peanut Butter

2015 (Fortuna POP! / Slumberland) | punk, indie-pop

La regola, con i Joanna Gruesome, è non farsi troppe domande. Anzi, non farsene proprio. Piuttosto procedere al loro passo, lasciandosi trasportare dall'onda del momento, prendendo le cose per come vengono, senza pensarci troppo su. Il confine tra realtà e fiction, da queste parti, è talmente labile da divenire spesso invisibile.
Basti rinvangare la presunta nascita del quintetto di Cardiff, avvenuta, stando a quanto avallato dai diretti interessati, all'alba degli anni Dieci durante un corso di gestione della rabbia. Il docente che suddivide la “classe” in vari gruppetti e, senza nemmeno sospettarlo, dà vita all'act più fuori di testa partorito dal Regno Unito negli ultimi anni. Perché dubitare di una storia così deliziosamente improbabile?

Leggende a parte, dietro il mood spensierato che alleggerisce l'intera impalcatura sonora, c'è una sostanza musicale tutt'altro che campata per aria. E che riprende, magari calcando ulteriormente la mano sulla componente melodica, la formula con cui “Weird Sister” ha scavato una breccia nei cuori di critici e fan su entrambe le sponde dell'Atlantico. In sintesi: velocità forsennata, isteria diffusa, feedback e tracce di jangle-pop, inquietudine trasformata in sciabolate soniche. Il songwriting del chitarrista Owen Williams come terreno di funambolica conquista per la frontwoman Alanna McArdle, la cui voce squillante va a dare forma a storie che vanno senza problemi di sorta dall'impegno femminista (in un invisibile ponte sonoro e politico verso la scena riot girl) al quadretto surreale.

L'improbabile somma, rigorosamente lo-fi e di nuovo affidata a MJ degli Hookworms, è una ardita ma efficacissima mediazione tra urgenza espressiva e raziocinio melodico, nella quale a vincere non è né l'una né l'altro, ma eventualmente entrambi. Il senso di irresolutezza che faceva da sfondo alle dieci canzoni del debutto ritorna puntuale negli altrettanti brani di “Peanut Butter”. Il background hardcore si traduce in una patina punk che va a braccetto con i ritornelli twee, anziché farci a pugni. Il rumore procede di pari passo con la componente pop, creando un caleidoscopico calderone che travolge senza mai risultare pesante – anche in ragione dei ventidue minuti nei quali si risolve la pratica.
 
Allergici ai compromessi almeno quanto ai convenevoli, i Joanna Gruesome riprendono il filo là dove l'avevano interrotto, con una “New Year” verbosa e su di giri, ma anche opportunamente armata di ritornello al fulmicotone. Per cercare la summa dell'opera (e forse di questa intera prima parte di carriera) bisogna spingersi poco più in là, con una “Honestly Do Yr Worst” che scivola spedita tra riff al vetriolo e pillole di isteria. Laddove la materia sonora si fa meno spigolosa e le voci di McArdle e Williams vanno a incrociarsi, come in “Jamie (Luvver)” e “There Is No Function Stacey”, riemergono i parallelismi con i Vaselines. Che la formula sia adesso più a fuoco lo testimoniano invece brani come “Jerome Liar”, breve distillato di alt-rock anni Novanta, e “Crayon”, la cui sezione ritmica imbriglia con rigore marziale sonorità di stampo shoegaze.
“Separate Bedrooms” è l'unica cover del mazzo, una canzone pescata nel più profondo underground britannico (gli ex-Black Terror, oggi Cup Winner's Cup, da Bristol). L'avamposto propriamente punk è “Psykick Espionage”, mentre i titoli di coda sfumano sulla rallentata psichedelia di “Hey! I Wanna Be Yr Best Friend”.

“Peanut Butter” è un secondo, velocissimo giro sulle montagne russe del non-sense. Questa volta con il beneplacito dell'altro maestro dell'assurdo applicato all'indie-rock, Stephen Malkmus, che ha voluto i cinque gallesi di spalla nel tour britannico dei suoi Jicks a inizio 2014.
Concisi, irriverenti, fieramente non allineati, ostinatamente fuori fuoco eppure sempre sul pezzo, i Joanna Gruesome proseguono dritti per la loro strada. Qualunque essa sia.

(15/05/2015)

  • Tracklist
  1. Last Year
  2. Jamie (Luvver)
  3. Honestly Do Yr Worst
  4. There Is No Function Stacey
  5. Crayon
  6. I Don't Wanna Relax
  7. Jerome (Liar)
  8. Separate Bedrooms
  9. Psykick Espionage
  10. Hey! I Wanna Be Yr Best Friend
Joanna Gruesome su OndaRock
Recensioni

JOANNA GRUESOME

Weird Sister

(2013 - Slumberland Records)
Affilatissimo indie-pop nel debutto del quintetto di Cardiff

Joanna Gruesome on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.