Lelio Camilleri

Parallel

2015 (Tempo Reale) | elettroacustica, contemporanea

Prima di esaminare il disco del compositore Lelio Camilleri, è doveroso spendere due parole sull'associazione culturale fiorentina Tempo Reale, che fu fondata da Luciano Berio nel 1987 e che oggi è diretta con grande perseveranza da Francesco Giomi. Tempo Reale si prefigge di portare avanti, con coraggio e determinazione, un discorso sia musicale d'avanguardia che multimediale (quindi comprese installazioni sonore, visive e teatrali).

Dal 2011, Tempo Reale è anche etichetta discografica, di cui sono particolarmente degne di nota le prime tre uscite: la "Missa Ockeghem" (2011), la performance "Many More Voices" (2011) che vede la partecipazione del veterano David Moss e l'azione scenica "Esse di Salomé" (2012), con l'attrice Sonia Bergamasco qui nei panni di una novella Cathy Berberian (tranne il virtuosismo vocale).
Ora è la volta della sesta uscita della serie, la quale rende giustizia a un nostro interessante e, purtroppo, misconosciuto compositore elettroacustico, Lelio Camilleri.

Nato a Roma nel 1957, ha studiato musica informatica con Pietro Grossi ed è oggi docente in composizione elettronica al conservatorio Martini di Bologna. Tra le altre cose, è uno studioso di psicoacustica e divulgatore di musicologia (ha scritto un libro, "Il Peso del Suono", uscito nel 2005). Scarsa però è la diffusione della sua musica, essendo questo "Parallel" il suo primo disco ufficiale (un altro è disponibile solo in download, "Electroacustic Works 1983-2002"). L'album racchiude le sue composizioni più rappresentative nel campo della "sound art" e della musica acusmatica, così cara a Francesco Giomi.

"Parallel" (2000) e "The World Is Yours" (2001) sono esemplari nella manipolazione del suono, tanto da plasmarlo in qualcosa di molto cangiante e imprevedibile. In "Apostrophe" (1995), basato sull'omonimo poema di Roger McGough, la voce recitante viene alterata e degradata a tal punto da farne diventare una sua personale "Thema" (1958) di Luciano Berio. "Tess In Stonehenge" (1983) è invece una composizione elettronica più vicina allo stile dei pionieri del genere, come Teresa Rampazzi ed Enore Zaffiri.

I quattro brevi "Four Haiku" (2011) inglobano microcellule di suoni un po' alla maniera di Steve Roden. I quaranta poemi di Aram Saroyan utilizzati per la struttura di "Minimal Poems" (2012), sovrapposti e riverberati a dovere, fanno sembrare questa composizione di Camilleri una via di mezzo tra i pezzi "mixed media" di Robert Ashley e la psicoacustica di Alvin Lucier. La lunga "Rock Around The Loop" (diciassette minuti di durata) è invece un esperimento di "plunderphonic", dove svariati frammenti musicali tratti da diversi dischi di rock, vengono mescolati fino a renderli irriconoscibili.

La raccolta si chiude con una sua composizione giovanile, "Tristan Und Isolde" (1980), in cui si avverte chiaramente l'influenza del suo maestro Pietro Grossi, il quale sovente si divertiva a trascrivere e manipolare al computer partiture di Bach, Paganini e Scarlatti. Qui, Camilleri viviseziona il preludio dell'opera capolavoro di Wagner attraverso l'utilizzo di un terminale presso il Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico di Pisa.

(29/09/2015)

  • Tracklist
  1. Parallel (2000)
  2. Apostrophe (1995)
  3. The World Is Yours (2001)
  4. Tess In Stonehenge (1983)
  5. Four Haiku (2011)
  6. Minimal Poems (2012)
  7. Rock Around The Loop (2009)
  8. Tristan Und Isolde (1980)
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