SIGTRYGGUR BERG SIGMARSSON - So Long

2015 (Helen scarsdale)
drone

Forte dell’esperienza con gli Stilluppsteypa, l’islandese Sigtryggur Berg Sigmarsson debutta solista con i 39 subliminali minuti del poema “Ship” (2001) e le più cromatiche suite di “This One Comes Highly Recommended” (2002), in pratica la traduzione ambient delle pièce assurdiste del duo di partenza. Il terzo “A Little Lost” (2003) contiene il lunghissimo, lugubre drone di “My Treasure Trip” e l’improvvisazione di suoni alieni “Pining For Azoth”.

Dopo una parentesi di collaborazioni e cassette sperimentali (ma anche il Cd-R “Oeration From The Below”, 2013), la carriera maggiore di Sigmarsson ricomincia con le lunghe pièce di “So Long”.
I 28 minti di “Eight Hours Delay” mantengono una salda architettura dinamica mentre svariano da uno scenario all’altro: un geiger extraterrestre che emette basse frequenze, un sibilo d’organo che spande i suoi riverberi misteriosi per l’etere, una stasi oscillante Tangerine Dream, un crepitio lontano, una turbina che aumenta sottilmente giri e potenza, e un finale gorgo celestiale.

“The Trip” (24 minuti) è ancora più intransigente nella sua evocazione di spazi immensi e di meccaniche vitali. Volute di distorsione e folate para-sinfoniche appaiono e scompaiono finché materializzano un rombo allucinogeno che suona come il corrispettivo galattico dell’inconscio junghiano, e poi una toccata subliminale d’organo di cattedrale che si disintegra in una deflagrazione nucleare.

E’ l’opera che Sigmarsson ha curato per anni, e si sente. A parte i 14 minuti di “Late Night Arrival”, una ridondante zavorra riempitiva, ha rifinito in modo così perfetto le sue fattezze che suona impossibile, inesistente, muto. Improbabile, ma efficace, la sua mistura di tecniche: la musica concreta si fa scenografia e la musica stocastica si fa realismo (magico).
Inizialmente programmato su Intransitive Recordings (2012).

16/02/2015

Tracklist

  1. Eight Hours Delay
  2. The Trip
  3. Late Night Arrival

SIGTRYGGUR BERG SIGMARSSON sul web