The Spook School

Try To Be Hopeful

2015 (Fortuna Pop) | pop-punk, c-86 indie

Gli Spook School sono scozzesi, più precisamente di Edimburgo, le loro canzoni parlano d'identità di genere, sessualità e di difficoltà sociali giovanili; la loro musica è uno scongelamento perfettamente riuscito del sound C86 o di band alla Shop Assistants e The Buzzcocks, e “Try To Be Hopeful” è il seguito di un acclamato, ma ancora acerbo, esordio del 2013 “Dress Up”.

Soddisfatte le curiosità primarie ed eliminati una buona parte di potenziali lettori, addentriamoci nell’ascolto: ovviamente la Scozia è la patria anche di Primal Scream, The Soup Dragons e The Pastels, e questo non può non ampliare lo spettro stilistico di una band che si mostra decisamente interessata a scrivere canzoni che possano lasciare una traccia, o che diano un senso alla sua inventiva-invettiva musicale.
Melodie frizzanti e lo-fi guitar-pop, ecco cosa vi attende nel secondo album del quartetto, le cui intelligenti liriche inducono a un’attenzione meno superficiale al suono volutamente innocente e giovanile, che più di altre formazioni contemporanee cattura lo spirito di una delle costole più sotterranee del punk.

Nye Todd , chitarrista e vocalist, si dichiara transgender, a qualcuno non sfuggirà infatti il diverso timbro vocale nei brani dell’album, questo perché mentre veniva registrato Nye, si sottoponeva a trattamenti a base di testosterone. Di recente il gruppo ha incontrato e filmato una famosa transgender, Laura Jane Grace. Ora metteteci che alcuni titoli sono riferiti esplicitamente all’identità sessuale (“Burn Masculinity”, “Binary” e “Vicious Machine”) e capirete perché nel frattempo siamo rimasti in tre o quattro a leggere queste righe, se poi sbirciate in giro alcune poco informate recensioni del disco d’esordio, posso anche terminare qui il mio sproloquio.
Oddio, le canzoni del primo album erano ingenue e derivative e forse ben poco a fuoco, ma la voglia d’emergere e l’urgenza di avere un'eco in quell’opinione pubblica sonnacchiosa e scandalistica ha messo le ali alla band.

”Try To Be Hopeful” è un album capace di suonare divertente e interessante anche se lo ascoltate a basso volume e in sottofondo, di quanti dischi del genere potete dire lo stesso? Alzare i toni sembra essere una componente essenziale per un guitar-pop adolescenziale, ma gli Spook School hanno scritto delle liriche talmente sincere che non potevano non avere un corollario musicale meno interessante. Come sosteneva Viv Albertine delle Slits: "E' importante dire che c’è una differenza tra intrattenimento e radicalismo", e gli Spook School anche se parlano d’amore come qualsiasi altra band, lo fanno con un candore e una positività mai euforica e fuorviante, al punto da risultare realmente sovversivi: “We need you to know that we exist”.

Annullate tutte le prerogative comunque fondamentali della loro identità sociale e giovanile, in “Try To Be Hopeful”, Todd e compagni non appaiono solo pallide imitazioni di Jesus And Mary Chain e The Soup Dragons, come qualcuno li ha definiti in passato: “Burn Masculinity” è un vero inno per i cuori infranti delle new-gender-generation, grazie a quel delizioso gioco di pronuncia che modifica la parola "born" in "burn"; l’altro singolo “Binary” mette in mostra una consapevoelzza ideologica e musicale priva di sbavature o compromessi, soprattutto quando Nye Todd canta (con voce nel frattempo alterata) “lascia che sia complicato e difficile da comprendere”.

“Friday Night”, “Richard And Judy”, “Vicious Machine” sono viscerali e grintose nella miglior tradizione C-86, ma “Speak When You’re Spoken To”, “August 17th” (con un finale di sax che lascia senza fiato) e “Everybody Needs To Be In Love” hanno una profondità melodica che stordisce, ed è proprio quando le note della conclusiva title track “Try To Be Hopeful” (quasi una torch-song) catturano definitivamente la mia percezione che mi ritorna in mente una band scozzese che parlava di amori adolescenziali con la stessa apparente ingenuità, ovvero gli Orange Juice. Adesso starete per chiedermi se ci sono affinità sonore tra le due band, nessuna paura se c’è una cosa che l’arte e la musica possono insegnarci, è che due cose per incontrarsi non devono provenire dallo stesso punto, così due artisti possono esprimere lo stesso disagio generazionale non necessariamente con lo stesso idioma sonoro.

(17/10/2015)



  • Tracklist
  1. Burn Masculinity
  2. Richard and Judy 
  3. Friday Night 
  4. Speak When You're Spoken To 
  5. August 17th 
  6. Everybody Needs to Be in Love
  7. Vicious Machine 
  8. I Want to Kiss You
  9. Books and Hooks and Movements
  10. Binary
  11. Try to Be Hopeful




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