M.E.S.H.

Hesaitix

2017 (PAN) | experimental, electro, bass music

Inutile girarci intorno: il quartier generale della PAN di Bill Kouligas è l’avamposto più stuzzicante e clamorosamente “alieno” della musica elettronica contemporanea. Ci si potrebbe “scannare”, dando vita a infiniti dibattiti su quanto continuino a essere in qualche misura vive certe derive che hanno caratterizzato non poco gli andazzi negli ultimi due lustri, come i vari revival house, techno e ambient nell’accezione più ampia del termine, oppure su quanto sia obiettivamente inesorabile il declino di approcci retrofuturisti saturi fino al midollo. Ma non servirebbe a nulla. E' dannoso e grottesco provare a sfuggire alle mutazioni del tempo, perché le rivisitazioni di stili, battiti e suoni elettronici, per quanto possano essere calibrate mediante una rilettura ispirata, tendono puntualmente a esaurire la loro spinta propulsiva, alla stregua di un razzo che si stacca dal satellite madre una volta raggiunta la quota massima, ultimando così il proprio dovere. Immaginate quindi di essere rimasti sul vostro bel satellite. A un certo punto, non vi resterà che girare attorno al pianeta descrivendo un numero incredibile di orbite, senza tuttavia poter sfuggire all’attrazione del campo gravitazionale terrestre. Ecco: la ciurma PAN nagiva a bordo di un vettore sonoro creato per viaggiare diversamente, e immergersi nello spazio profondo, descrivendo così le più improbabili traiettorie.

James Whipple, aka M.E.S.H., è membro dell’equipaggio di Kouligas da diverso tempo. Ed è tra i più strampalati componenti del gruppo. Una sorta di Capitan Harlock del mash-up contemporaneo. Un producer in apparente deriva che tratta la propria musica con una distopia ai limiti della follia compositiva. E in effetti, ascoltando il secondo album di questo manipolatore californiano - guarda caso di stanza a Berlino - si resta totalmente travolti da un flusso incessante e incostante di soluzioni articolate come se non ci fosse un domani, e una bussola da controllare. M.E.S.H. vive in una giungla cibernetica tutta sua, irta di frattaglie soniche, breaks alieni, iniezioni jungle, tribalismi marziani, squarci in field recordings assolutamente imprevedibili. In “Hesaitix” tutto giace su piani alternati in una reiterata sovrapposizione di umori cupi e dal battito incontrollato. Si potrebbe pensare al primissimo Arca spedito in missione su Cerere (“Privileged Lord”). Oppure a una sorta di bass music ultra-frammentata, sfacciatamente mistica (“Coercer”).

A primo acchito, certe intuizioni potrebbero far venire in mente anche gli ultimi Demdike Stare. Tuttavia, resterebbe solo un parzialissimo e rapidissimo miraggio. Whipple impacchetta la propria "materia" come kryptonite da lanciare sulla terra. Si siede dietro la sua magica postazione, e decompone, sfibra, inietta sostanza amorfa, accelera, improvvisa senza soste imbastendo un "ritmo" ambiguo, ostile, scomposto (“Mimic”, “Signal Ride Drum”). Il suo è un linguaggio terzo, che strizza nello stesso secchio glitch e future dub, insomma qualcosa che non giace ancora in nessun vocabolario musicale. A conti fatti, siamo dinanzi a un vero e proprio intruglio electro, un inesorabile e ammiccante trip percussivo in Hd (come nel caso della magnifica “Diana Triplex”).
“Hesaitix” inaugura dunque una nuova stagione e ci conduce, mediante questo suo lavoro dannatamente indecifrabile e inebriante, verso nuovi mondi da scoprire. Nuovi club da dipingere.

(01/12/2017)

  • Tracklist
  1. Nemorum Incola 
  2. Mimic 
  3. Blured Cicada I 
  4. 2 Loop Trip 
  5. Search. Reveal.
  6. Privileged Lord 
  7. Coercer
  8. Blured Cicada II 
  9. Signal Ride Drum 
  10. Diana Triplex 
  11. Ihnaemiauimx
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