MIND OVER MIRRORS - Undying Color

2017 (Paradise of bachelors)
avant-folk

Nato nel 2007, il progetto Mind Over Mirrors di Jaime Fennelly si è trasformato col tempo in un ricco collettivo musicale. Ex-componente di Phatom Limb, Peeesseye e Acid Birds, il musicista americano ha caratterizzato il suo percorso artistico applicando all’harmonium indiano a pedale le logiche del minimalismo di Terry Riley, saturando le armonie con fingerpicking e drone music.

Dopo due sorprendenti album, quasi complementari (“The Voice Rolling”, “High & Upon”), Fennelly ha introdotto la voce nelle sue sempre più complesse architetture sonore a base di drone-music e avant-folk prima di dar vita a una vera e propria band per il nuovo album “Undying Color”.

Jim Becker (Califone), Janet Beveridge Bean (Eleventh Dream Day) e Jon Mueller (Volcano Choir, Death Blues) affiancano Haley Fohr (Circuit Des Yeux), quest’ultima già protagonista del precedente album “The Voice Calling”.

Harmonium, violini, percussioni e synth analogici costituiscono l’ossatura del suono, un neo-folk da camera che per un attimo sorride alla Penguin Café Orchestra (“Restore & Slip”), per esplorare in seguito possibili scenari futuristici e rurali, tra preghiere sciamaniche edificate su sonorità grevi di moog, fiati e voci (“Gravity Wake”) e nebulosi photo-frame campestri (“Splintering”).

Dietro la genesi di “Undying Color” ci sono argomentazioni culturali forti e solide: i landscape sonori non sono frutto di speculazioni sonore e timbriche, l’intenzione è quella di rappresentare la natura e il mutamento ambientale attraverso caleidoscopiche forme di new-folk. Lo spettro sonoro della musica tradizionale viene rinvigorito con sfumature di colore finora esistenti solo in natura e qui trasformate in musica (“Gray Clearer”).

Con il nuovo album, i Mind Over Mirrors ampliano il concetto di spazio mirando all’infinito cosmico, e non suoni strano che ”600 Miles Around” evochi perfino i My Bloody Valentine o che “Glossolaliac” appaia come figlia impura di Steve Reich. “Undying Color” non solo travalica i confini tra folk e sperimentazione, ma riesce addirittura a creare nuove forme di bellezza naturale, superando stilisticamente il più timido e impacciato tentativo dell’ultimo Bon Iver.

Un album imperdibile e fondamentale per comprendere le future vie di fuga dalla staticità creativa del rock contemporaneo.

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24/02/2017

Tracklist

  1. 1. Restore & Slip
  2. 2. Gravity Wake
  3. 3. Glossolaliac
  4. 4. Gray Clearer
  5. 5. Splintering
  6. 6. To the Edges
  7. 7. 600 Miles Around

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