Ancora una volta, il duo, formato da Viola e Federico riesce ad allestire atmosfere cupe e gotiche, emozionanti e dense di pathos, senza mai cadere nella trappola del copia-incolla, sebbene non manchino riferimenti a band-cardine della scena gotica degli ultimi anni, come (soprattutto) i Black Tape For A Blue Girl.
Nelle undici tracce che compongono il disco, si respira un’aria rarefatta, dai contorni gotici, delimitati da un approccio essenzialmente acustico. Se c’è un rischio nel quale il duo rischia di trovarsi coinvolto, è quello dell’autoreferenzialità, dello specchiarsi sempre e solo nei soliti canoni. Perché, a ben guardare, una vera e propria evoluzione, o quantomeno cambiamento, nel corso dei suoi tre lavori non c’è stato. Quel che connota il disco, tuttavia, è la sua capacità di trasportare l’ascoltatore in un’altra dimensione. Avvolgendolo nella bellezza mozzafiato di partiture semiacustiche dipinte da un pianoforte, un flauto e molti sample.
Gli All My Faith Lost si dimostrano alfieri del genere in Italia e anche all’estero. “The Hours” non aggiunge motivi di particolare novità alle uscite gotiche degli ultimi anni, ma conferma il talento di una band sempre abile nel confezionare ballate gelide d’intensa bellezza.
22/10/2007