Dieci capolavori stroncati dalla critica al momento della loro uscita, secondo Far Out

07-05-2026
Non tutti i capolavori del rock sono stati compresi dalla critica al momento della loro uscita. Anzi, non sono mancate clamorose cantonate ad opera della stampa musicale su album che, nel corso del tempo, hanno finalmente trovato la considerazione che avrebbero sempre meritato. Il magazine Far Out ha così deciso di ricordarne "dieci per tutti", in una sua nuova selezione.
"Ci sono buone probabilità che il peggior nemico di ogni artista siano i critici - sottolinea il magazine nell'introduzione - Anche quando un musicista mette la propria anima tra i solchi di un disco, c’è sempre qualcuno pronto a smontarlo pezzo per pezzo alla ricerca di ogni possibile difetto. Eppure molti album oggi considerati classici assoluti di gruppi storici - dai Led Zeppelin agli Oasis - furono accolti malissimo al momento dell’uscita. Con il tempo, però, i giudizi tendono a cambiare. Dischi inizialmente liquidati come fallimenti finiscono spesso per diventare opere fondamentali, capaci di influenzare generazioni di artisti e ridefinire il linguaggio del rock. Quelli che all’epoca venivano considerati passi falsi si sono trasformati, anni dopo, in pietre miliari".

Ecco 10 capolavori stroncati dalla critica dell'epoca, selezionati da Far Out Magazine, con breve motivazione per ognuno (qui il servizio completo).

10. Eagles – "Desperado" (1973)
Secondo album della band, "Desperado" cercava di ampliare il suono country-rock degli Eagles attraverso un concept dedicato ai fuorilegge del vecchio West. All’epoca molti critici lo giudicarono troppo serio e sbilanciato verso il country. Col tempo il disco è diventato uno dei lavori più rappresentativi del gruppo, contribuendo a definire l’estetica country-rock degli anni Settanta.

9. Green Day – "Warning" (2000)
Dopo il successo punk-pop di "Dookie", i Green Day cambiarono direzione con un album più acustico e influenzato dal classic rock. La critica accusò Billie Joe Armstrong di aver perso l’energia e l’ironia degli esordi. Anni dopo "Warning" è stato rivalutato come uno dei dischi più maturi e coraggiosi della band, anticipando l’evoluzione che avrebbe portato a "American Idiot".

8. Black Sabbath – "Black Sabbath" (1970)
Quando uscì, il debutto dei Black Sabbath venne liquidato come una versione rozza e mal riuscita del blues-rock britannico. Molti recensori non compresero il tono oscuro e minaccioso del gruppo. In realtà il disco stava praticamente inventando l’heavy metal, cambiando per sempre il concetto stesso di hard rock.

7. Kate Bush – "The Kick Inside" (1978)
La critica accolse con freddezza l’esordio di Kate Bush, giudicando eccentrici e poco accessibili brani come "Wuthering Heights". Alcuni recensori la considerarono solo una copia stravagante di David Bowie. Negli anni il disco è stato riconosciuto come una delle opere più innovative del pop britannico, aprendo la strada a una nuova idea di cantautrice art-pop.

6. Rush – 2112 (1976)
Per gran parte della critica musicale, i Rush rappresentavano tutto ciò che non funzionava nel progressive e nell’hard rock: testi troppo complessi, virtuosismi eccessivi e la voce acuta di Geddy Lee. Nonostante le stroncature continue, il trio canadese costruì una fanbase gigantesca e oggi è considerato uno dei gruppi più influenti della storia del rock progressivo.

5. Paul McCartney – "RAM" (1971)
Dopo lo scioglimento dei Beatles, McCartney realizzò con Linda un disco domestico, eccentrico e lontano dalle convenzioni del rock dell’epoca. La critica lo interpretò come il segnale di un artista in declino. Con il tempo "RAM" è stato rivalutato come un lavoro fondamentale per la nascita dell’indie-pop e del pop lo-fi moderno.

4. Oasis – "What’s The Story Morning Glory" (1995)
Nel Regno Unito fu un trionfo immediato, ma negli Stati Uniti molti critici considerarono il secondo album degli Oasis sopravvalutato e derivativo. La storia ha raccontato altro: brani come "Wonderwall" e "Don’t Look Back In Anger" sono diventati inni generazionali e simboli assoluti del britpop.

3. Led Zeppelin – "Led Zeppelin" (1969)
Il debutto del gruppo di Jimmy Page venne accolto con recensioni feroci, che accusavano la band di fare rumore confuso e blues derivativo. Anche la voce di Robert Plant fu spesso derisa. Pochi anni dopo, però, Led Zeppelin sarebbero stati riconosciuti come una delle band più importanti della storia del rock.

2. Bob Dylan – "Highway 61 Revisited" (1965)
Quando Bob Dylan passò alla chitarra elettrica, parte della scena folk lo accusò di essersi venduto al rock commerciale. Il disco venne accolto con sospetto da molti puristi. Oggi è considerato uno dei grandi capolavori della musica moderna, grazie a canzoni come "Like A Rolling Stone" che hanno ridefinito la scrittura rock.

1. The Velvet Underground – "The Velvet Underground & Nico" (1967)
Alla sua uscita fu giudicato caotico, rumoroso e perfino “inascoltabile”. I testi di Lou Reed e l’approccio sperimentale del gruppo risultavano troppo estremi per la critica dell’epoca. Negli anni successivi il disco è diventato una delle opere più influenti di sempre, un punto di riferimento per punk, indie e alternative rock.

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