Laufey Lín Jónsdóttir, in arte Laufey, ha fatto molto parlare di sé nel corso degli anni; un “fenomeno” per il New York Times, la ragazza che porta il jazz alla Gen Z, la cantante neoclassica che spopola su Tik Tok. Lei tuttavia prosegue per la sua strada, forte di numeri in streaming degni delle pop star mainstream, di un Grammy nel 2024 per il secondo album (“Bewiched”) e di tournée mondiali sold out.
“A Matter of Time”, pubblicato nel 2025, ritorna nel 2026 nella versione arricchita, confermando anche dal punto di vista editoriale la volontà di fondere le modalità del pop contemporaneo con la propria sonorità, programmaticamente retrò, tra jazz-pop orchestrale, colonne sonore e pennellate bossa nova. Rispetto all’album precedente, “A Matter of Time” fa un passo in direzione del folk e del pop, e nell’insistere sull’esplorazione si sé e delle proprie vulnerabilità guarda anche alle sonorità più capaci di riempire i luoghi sempre più grandi chiamati a ospitare le performance live.
Il nucleo tematico dei testi ruota attorno al tempo che scorre inesorabile, metafora di amori fugaci, rimpianti e crescita emotiva: “il momento in cui Cenerentola scappa a mezzanotte”, il pitch con cui la stessa Laufey ha presentato il lavoro. Rotture con amici (“Castle in Hollywood”, che ha una delle melodie più riuscite di tutto l’album), paura dell’amore (“Lover Girl”, “Silver Lining”), critica agli standard corporei femminili (“Snow White”) che si collega anche al tema del rapporto con l’Islanda, per una ragazza di madre cinese che ha lasciato l’isola per inseguire i suoi sogni: su questo punto si segnala “Forget-Me-Not”, in islandese e costruita intorno a melodie dei canti tradizionali.
La versione espansa, “The Final Hour”, aggiunge 4 ulteriori tracce, che chiudono il ciclo emotivo sullo scorrere del tempo e le ansie che che porta con sé. Tour mondiale a supporto, a conferma di un successo sempre più crescente.
13/07/2026