CHRIS REA - The Blue Jukebox (Ristampa)

2026 (Earmusic)
alt-pop, blues

Venticinque album in studio, una sfilza di dischi di platino e oltre 30 milioni di copie vendute in Europa: Chris Rea non ha mai avuto bisogno di grandi presentazioni. Scomparso nel dicembre del 2025 all’età di 74 anni, il chitarrista e cantautore britannico ha scalato le classifiche grazie a un mix colto ed elegante di pop, rock, blues e funky-disco. Proprio questa formula trasversale, tuttavia, ha pesato sul giudizio dei critici. Salutato agli esordi come una delle promesse più pure della musica inglese, Rea è stato spesso snobbato dalla stampa specializzata, accusato dai puristi di aver svenduto la propria arte al successo commerciale. Un pregiudizio ingeneroso per un artista schivo e lontano dagli eccessi da rockstar, capace persino di rifiutare cifre astronomiche pur di non scendere a compromessi con un disco di duetti forzati. Chris Rea è stato invece un formidabile artigiano di quel territorio di mezzo che unisce il pop al rock più nobile, muovendosi con la stessa autorevolezza di Elton John o dei coevi Dire Straits.

Compositore e arrangiatore di razza, Rea impresse la svolta definitiva alla sua carriera fondando l’etichetta indipendente Jazzee Blue: un laboratorio creativo nato per liberarsi dai vincoli delle major e abbracciare, finalmente, la sua vera anima rock-blues. Nel 2005, dopo una dura lotta contro un cancro al pancreas, consegnò alle stampe “Blue Guitars”: un monumentale progetto di undici cd e un Dvd che omaggiava la storia del blues. Ad anticiparne le linee guida, un anno prima, era stato l’album “The Blue Jukebox”, senza dubbio una delle sue opere migliori, ora finalmente ripubblicata in vinile.
In queste tredici canzoni il blues è il sovrano assoluto. La voce piacevolmente roca di Rea, il tocco magistrale della slide guitar e il suono avvolgente del sax si fondono con una sezione ritmica solida, arricchita da incursioni di piano e armonica. L’album non suona come un timido capriccio: Rea filtra i maestri come Muddy Waters, Robert Johnson, Eric Clapton e J.J. Cale con straordinaria personalità. Ne sono un esempio l’elegante jazz-blues crepuscolare di Long Is The Time, Hard Is The Road (che guarda al primo Tom Waits) e il cadenzato delta-blues di Let’s Do It.

La padronanza strumentale e la caratura della scrittura elevano ogni singolo episodio: dalla malinconia noir di “Let It Roll” alle sfumature desert-blues di “Baby Don’t Cry”, fino al travolgente boogie in perfetto stile New Orleans di “Speed”. Anche quando i suoni si fanno più intimi e romantici, come in “What Kind Of Love Is This”, Rea schiva ogni retorica. Si destreggia tra le atmosfere ipnotiche alla J.J. Cale in “Somebody Say Amen”, si trasforma in un crooner da fumoso locale malfamato in “Steel River Blues”, intercetta il jazz modale nella struggente “Monday Morning” e ritrova la visceralità del gospel-soul in “Restless Soul”.

“The Blue Jukebox” compone un mosaico sorprendente, specialmente per chi aveva frettolosamente etichettato Rea come semplice autore di hit estive come Josephine o On The Beach” – brani comunque eccellenti. La solidità e la maturità di questo disco impongono oggi una definitiva e meritata rivalutazione del suo spessore artistico.

17/07/2026

Tracklist

  1. 1. The Beat Goes On
  2. 2. Long Is The Time, Hard Is The Road
  3. 3. Let's Do It
  4. 4. Let It Roll
  5. 5. Steel River Blues
  6. 6. Somebody Say Amen
  7. 7. Blue Street
  8. 8. Monday Morning
  9. 9. Restless Soul
  10. 10. What Kind Of Love Is This
  11. 11. Paint My Jukebox Blue
  12. 12. Baby Don't Cry
  13. 13. Speed