Membro della band indie-pop Penelope Isles, nonché chitarrista al servizio di CMAT, Jack Wolter, dopo aver condiviso le prime registrazioni con gli Immersion di Malka Spigel e Colin Newman nel disco “Nanocluster Vol 2”, giunge al tanto agognato esordio come Cubzoa.
“Unfold In The Sky” è un eccentrico mix di elettronica, folk, dream-pop e psichedelia, dichiaratamente ispirato da gruppi come i Radiohead e i Tortoise, ma sufficientemente personale da suscitare interesse da parte di critica e pubblico, un cambio di rotta deciso per Wolter dopo gli esordi cantautorali in chiave lo-fi di oltre un decennio fa.
La voce recitante di Anna B Savage, i limpidi riverberi chitarristici, tempi ritmici spediti e tappeti di elettronica intrecciati con voci algide e aliene danno subito inizio a un possente, caleidoscopico turbinio di suoni e suggestioni (“In 2 Worlds”), che sul finire lascia una malinconica scia, che la voce di Nanna Schannong dei Lowly conduce verso ambientazioni dream-pop delicate e pulsanti nella luminosa “Choke”.
L’uno due delle due prime tracce dell’album è di per sé già abbastanza intrigante e ricco di promesse, ma il raffinato bedroom-pop di Cubzoa ha molte carte da giocare, a partire dal graffiante riff di chitarra che duella con una drum-machine nella più elaborata e vibrante “Barcelona”, fino alla title track che chiude l’album intrecciando musica acustica ed elettronica, concedendo spazio a una flebile nostalgia.
“Unfold In The Sky” è un disco che funziona su diversi livelli d’ascolto: la natura quasi osmotica delle sonorità crea un’apparente omogeneità stilistica che pian piano svela echi shoegaze (“Buckle Up”), ovvie citazioni dei Radiohead (“MidAirCollider”) e indulgenze folk che vengono assorbite in un elegante corpo dream-pop (“I Dreamed A Beach”).
In questo scenario solare e confortevole Jack Wolter introduce sensazioni frammentarie e scomposte (“Chewin’ On My Lips”) e brusche virate verso toni algidi e taglienti dove si alternano loop e noise (“Dance With Me”), sottolineando la natura comunque esplorativa di “Unfold In The Sky”.
Quello dei Cubzoa è un nome che sentiremo ancora nominare a lungo e questo primo album è un insieme di tanti semi dei quali sarà interessante scoprire i futuri frutti.
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01/02/2026