MADISON CUNNINGHAM - Ace

2025 (Verve)
alt-pop-rock, chamber folk

Qualcosa è cambiato per Madison Cunningham. Dopo la pubblicazione di “Revealer” e la vittoria ai Grammy Award, tutto faceva presagire una pronta replica del fortunato album del 2022, ma questi ultimi anni sono stati contrassegnati da tanti cambiamenti non solo personali (un divorzio e un nuovo rapporto affettivo) ma anche artistici. L’autrice californiana negli anni ha dispensato il proprio personale virtuosismo chitarristico collaborando con artisti dal diverso background musicale (Mumford & Sons, Rufus Wainwright, Alisa Amador, Deep Sea Diver), ha aperto i concerti per nomi famosi (Harry Styles, Hozier) e ha inciso in compagnia di Andrew Bird un delizioso album cover di “Buckingham, Nicks” (disco peraltro recentemente ristampato dopo essere stato per anni ricercatissimo dai collezionisti). Con “Ace”, tuttavia, Madison Cunningham ha scelto un profilo più intimo e riflessivo. La vera frattura con il precedente album “Revealer” è racchiusa nello stile narrativo delle composizioni, in gran parte incentrate sulla dolorosa rottura di un rapporto durato ben cinque anni. Non solo la complessità degli accordi e l’imprevedibilità delle melodie è ancor più robusta, ma il passaggio dalla chitarra al pianoforte introduce un nuovo approccio, sia nella composizione sia nella elaborazione degli arrangiamenti.

Sono poche note di pianoforte ad aprire l’album in ”Shatter Into Form”, accordi che sembrano rompere un lungo e sconcertante silenzio, una dichiarazione d’intenti di un’artista pronta a mettere in discussione sé stessa, al punto da spezzare alcuni legami con il passato. Non sono più fuori luogo i paragoni con artisti del calibro di Carole King (“Shore”) o con le migliori pagine di Joni Mitchell (“Best Of Us”), ed è impressionante la versatilità della Cunningham quando si cimenta con l’insolito vortice di archi, chitarre e percussioni di “Skeletree” o con lo smanioso e doloroso corpo ritmico di “Break The Law” (due degli episodi più interessanti del disco).

Quel che appare come un abituale chamber-folk è viceversa un imprevedibile viaggio nell’anima più oscura del soft-rock (“Beyond The Moon”), un viaggio che intercetta sia le grazie (“My Full Name”) che la sfrontatezza dell’art-pop (“Goodwill”), fino a suonare perfino divertente e spensierato nell’aggrovigliata e temeraria “Golden Gate (On And On)”.

Con “Ace” Madison Cunningham tiene insieme due anime, due facce di un universo musicale dove hanno pescato sia Joanna Newsom (“Mummy”) che Lucy Dacus (la pregevole collaborazione con i Fleet Foxes in “Wake”), con una personalità e un’originalità che ne conferma lo status decisamente al di sopra della media.

22/11/2025

Tracklist

  1. 1. Shatter Into Form
  2. 2. Shore
  3. 3. Skeletree
  4. 4. Mummy
  5. 5. Take Two
  6. 6. Wake
  7. 7. Break The Jaw
  8. 8. Invisible Chalk
  9. 9. Shatter Into Form (II)
  10. 10. My Full Name
  11. 11. Golden Gate (On And On)
  12. 12. Beyond That Moon
  13. 13. Goodwill
  14. 14. Best Of Us

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