FABRIZIO CAMMARATA - Insularities

2025 (Fat sounds)
alt-rock, nu-folk, songwriter

Prima scena. Palermo. Una bimba osserva una processione da dietro le tapparelle di casa, aggrappata a una figura adulta, mentre un canto in dialetto siciliano si trasforma in preghiera laica e civile. “Asanta”. Un crescendo fortemente emotivo con il quale Fabrizio Cammarata apre “Insularities”, ascendenze folk subito seguite dalla “botta” alt-rock di “Icarus”. C’è la tradizione nel nuovo lavoro di Cammarata, ma allo stesso tempo la ricerca di una forma di modernariato che a tratti lo avvicina a un Iosonouncane, giusto un attimo prima di disintegrarsi.
Le trame acustiche di “Come What May” miscelano questi ingredienti insieme, in maniera assolutamente naturale, come se qualsiasi barriera fra passato e futuro, fra folk e avanguardia, non dovesse mai più esistere, abbattuta sotto i colpi sferrati da un musicista visionario, in grado di miscelare squarci di smisurata poesia e sintesi impossibili da catalogare, lasciando persino spazio a frangenti (è il caso di “Pyramid” e “What Am I To You”) che in un mondo perfetto spedirebbero l’autore dentro qualsiasi playlist radiofonica.

Italiano, inglese, spagnolo, portoghese, siciliano, tanti idiomi si rincorrono all’interno di un’opera viscerale e luminosa, costruita non come un’isola ma come un intero arcipelago di voci, immagini e memorie. Un disco che intende attraversare distanze geografiche, emotive, culturali, per trasmutarle in un paesaggio mai visto prima, ma che ognuno può riconoscere come proprio, persino nei momenti più introspettivi (“Agua e sal”, con Casadilego).
Verso la fine dell’album le canzoni si fanno ancor più profonde: “Ricordare inventando” si pone come una ninna nanna ipnotica, costruita su un arpeggio di chitarra e una batteria ovattata, in “The Woman In Me”, Fabrizio esplora invece il proprio lato femminile, con dolcezza e autenticità, accompagnato ancora da Casadilego e dal coro berlinese Cantus Domus. Gli archi crescono come onde emotive, impetuosi e struggenti, in uno dei momenti più commoventi dell’intero lavoro.

L’epilogo giunge con una carezza, “The End Of Me Can Be Your Start”, il nudo commiato di un disco reso ancor più toccante dalla dedica alla memoria dell’indimenticato Fabio Parrinello, in arte Black Eyed Dog.

14/10/2025

Tracklist

  1. Asanta
  2. Icarus
  3. Come What May
  4. Pyramid
  5. Agua e sal
  6. What Am I To You
  7. Ricordare inventando
  8. The Woman In Me
  9. The End Of Me Can Be Your Start

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