FIESTA ALBA - Pyrotechnic Babel

2025 (Blood sound fucktory)
post-rock

Band di musicisti senza volto e senza nome provenienti dalla capitale. Solo nick – Octagon, compositore e chitarrista, Dos Caras, produzione, e la sezione ritmica di Fishman al basso e Pyerroth alla batteria – una scelta che, per contrasto, evidenzia nomi e cognomi delle ospitate al canto. Prassi e stile stanno dunque nei Battles seconda maniera.

Sul primo Ep omonimo (2023) spiccano soprattutto il post-wave di “Laundry” (voce di Nicholas Angeletti) e il post-techno di “Juicy Lips” (rap di Colin Julius Bobb), e così il primo lungo tracima poliglotto di cantanti: “No Gods No Masters” creativo breakbeat rappato da Katarina Poklepovic, un “urban” distopico, viceversa “Je Suis Le Wango”, con Sister LB, suona come un confuso tentativo di modernizzare il patchanka di Manu Chao; “Waku Waku” si fregia del declamato scuro di Judicious Broski, anche filtrato in bassa definizione, sopra un groove sincopato; in “Learn To Ride Hurricanes” Alessandra Plini richiama una passionalità da Lotte Lenya accompagnata da droni malinconici; in “Safoura” compare il cantore griot Pape Kanoute evocando anche qualche ottone in dissonanza.

Gli strumentali rimangono indietro, arroccati ripetitivamente su un’usuale danza d’orologeria di chitarra, dal mathprog “Technofeudalism”, una fantasia cyberpunk troppo allungata, a una “Collective Hypnosis” al fast-forward tra vortice ritmico e fuga barocca.

Un’asettica fusione dei due archetipi del disco si trova nel dub elettronico di “Fisher Was Right”, “cantato” da un sample di Mark Fisher in persona, più che altro una creazione del solo Dos Caras.

Conferma e nuova tacca per lo standard italiano recente di exotica e terzomondismo applicati alla tradizione post-rock da I Hate My Village a C’Mon Tigre a Savana Funk. Del filone è il più radicale, ma anche il più politico in un certo spirito di denuncia della disumanizzazione. Coralità di vocalist spesso splendida, ma il sentore cervellotico fa un po’ avvitare su sé stessa l’espressione. La produzione atmosferica fa il resto. Bonus: “Dromocracy”, riempitivo.

18/09/2025

Tracklist

  1. 1. No Gods No Masters
  2. 2. Technofeudalism
  3. 3. Je Suis Le Wango
  4. 4. Collective Hypnosis
  5. 5. Waku Waku
  6. 6. Post Math
  7. 7. Learn To Ride Hurricanes
  8. 8. Safoura
  9. 9. Fisher Was Right

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