SON VOLT - Union

2019 (Transmit sound/thirty tigers)
country rock

Mentre l’ex-compagno di cordata negli Uncle Tupelo, Jeff Tweedy, con i Wilco, spinge l’acceleratore verso una rarefazione sonora dai tratti non sempre prevedibili, Jay Farrar e soci affondano ancor di più le loro radici nella tradizione country-blues americana, allontanandosi dalle turbolenti matrici alternative degli esordi. Con “Union” i Son Volt completano un virtuale trittico inaugurato dal sottovalutato progetto blues “Honky Tonk”, mettendo in mostra delle interessanti e inedite velleità politiche.

Registrato in due luoghi non proprio ordinari (il museo dedicato alla sensibilizzazione sui diritti umani Mother Jones e il Woody Guthrie Center), il nuovo progetto dei Son Volt resta fedele a quella forma-canzone, che Farrar in passato ha nobilitato con un taglio lirico aspro e diretto. “Union” è per molti versi l’album più tradizionale della formazione, se in passato il leader sembrava più interessato alla urban-poetry di Lou Reed, per queste tredici nuove canzoni il mood espressivo è più affine a quello di Michael Stipe e dei suoi Rem. “While Rome Burns”, “The Reason” e la title track sono gli esempi più palesi di questa nuova direzione stilistica.

Purtroppo, non tutto va nel verso giusto, all’estetica più piacevole, corrisponde una scrittura pallida (“Lady Liberty”) e monocorde (“”Holding Your Own”, “Reality Winner”), “Union” scorre senza molte emozioni, a volte troppo compatto per risultare non solo godibile ma anche interessante. Non è un album privo di ispirazione, l’ultimo dei Son Volt, la ballad “Rebel Girl” è una delle pagine più accorate mai scritte da Jay, ed è baciata dalle muse “Devil May Care”.
Ma è proprio nelle pagine più intense, come l’energica “The 99” e l’intensa “The Symbol”, che si avverte una mancata progettualità dell’insieme, che alfine riduce le pur buone velleità di “Union” a una semplice raccolta di belle canzoni, le quali necessitavano di un’iniezione di rabbia e un briciolo di convinzione in più da parte di Jay Farrar.

Album onesto e amabile, ma interlocutorio, il nuovo disco dei Son Volt non sembra destinato a lasciare un segno indelebile, né nell’anno in corso né nella loro discografia.

14/11/2019

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