JOE BYRD AND THE FIELD HIPPIES - The American Metaphysical Circus (ristampa)

2015 (Esoteric/cherry red)
psych-rock

Gli United States Of America furono un ensemble di musicisti sperimentali di San Francisco, autori di un unico e magnifico album omonimo uscito per la Cbs nel 1968, un lavoro che è rimasto come uno dei migliori tentativi pionieristici di fusione tra il rock psichedelico e la musica elettronica. Il “deus ex machina” di quel gruppo fu Joseph Byrd, originario del Kentucky, ma trasferitosi a San Francisco per studiare composizione alla Stanford University. Byrd vantava studi colti (con John Cage) e amicizie importanti (La Monte Young, Yoko Ono e Andy Warhol), prendendo anche parte al movimento artistico dadaista Fluxus.

Gli United States Of America durarono il tempo di un solo disco, ma nello stesso anno, Byrd mise insieme un grosso organico strumentale, ribattezzandolo Joe Byrd and The Field Hippies. L’album che uscì nel 1969 per la Columbia Masterworks, “The American Metaphysical Circus”, è una degna prosecuzione del capolavoro precedente. La mancanza della voce di Dorothy Moskowitz, che impreziosiva l’album degli Usa, si fa sentire e, nella sua interezza, il disco nuovo è meno avventuroso e sperimentale, ma si tratta di peccati veniali. Questa volta sono maggiormente avvertibili le influenze jazz (non a caso, sono stati impiegati i sassofoni e fiati di Tom Scott e di Meyer Hirsch) e rock.

L’album è poi suddiviso in quattro sezioni dai titoli surreali, che bene si sposano alla qualità della musica. Si parte subito con le voci e i suoni filtrati tramite modulatori ad anello di “Kalyani”, secondo la metodica di Stockhausen, e subito si arriva alla prima canzone vera e propria, “You Can’t Ever Come Down”, dalle chiare e inconfondibili influenze alla Jefferson Airplane (la Moskowitz, qui, avrebbe fatto sicuramente faville). La bucolica melodia di “Moonsong Pelog” richiama alla mente gli It’s a Beautiful Day.

Dopo la zuccherosa “Patriot’s Lullabye”, entrano di peso i fiati rhythm and blues di “Nightmare Train”, il jazz-rock da lounge bar di “Invisible Man” e il dixie in sordina di “Mister 4th Of July”.

Per ultimo troviamo l’accorato gospel di “Gospel Music”, musical da “Tin Pan Alley” di “The Sing-Along Song”, la chicca lisergica di “The Elephant at The Door” e lo spoken word di “Leisure World”. Dopo l’insuccesso commerciale anche di questo disco, Byrd sciolse il gruppo e ritornò ai suoi studi sulla musica d’avanguardia, incidendo molto sporadicamente negli anni successivi e sparendo quasi dalla circolazione.

Questa nuova edizione della Esoteric/Cherry Red rende finalmente giustizia a un piccolo, grande classico della rock psichedelico da tempo fuori catalogo, con un libretto ricco di note e foto e, soprattutto, forte di una eccellente masterizzazione ad opera di Ben Wiseman.

08/03/2015

Tracklist

  1. 1. The Sub-Sylvian Litanies
  2. 2. Kalyani
  3. 3. You Can't Ever Come Down
  4. 4. Moonsong Pelog
  5. 5. American Bedmusic - Four Dreams For a Departing President
  6. 6. Patriot's Lullabye
  7. 7. Nightmare Train
  8. 8. Invisible Man
  9. 9. Mister 4th Of July
  10. 10. Gospel Music For Abraham Ruddell Byrd III
  11. 11. Gospel Music
  12. 12. The Southwestern Geriatrics Ants and Crafts Festival
  13. 13. The Sing-Along Song
  14. 14. The Elephant at The Door
  15. 15. Leisure World
  16. 16. The Sing-Along Song (Reprise)

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