Sceglie un formato “raccolto” in tutti i sensi, Joan Shelley, per presentarsi al grande pubblico alla sua prima uscita di un certo peso, data la pubblicazione con l’ottima etichetta canadese No Quarter. Otto tracce e appena più di mezz’ora di durata, una forma assai più levigata e matura rispetto al più struggente “Ginko” di pochi anni fa.
Insieme all’onnipresente Daniel Martin Moore, Joan sviluppa in “Electric Ursa” un seguito convincente, per quanto in bilico su un manierismo country fatto di interpretazioni calde ma risapute, ritmica “spazzolata”, arrangiamenti sparsi e lasciati respirare, slide e pianoforte che fanno a gara a chi piazza la “battuta” più sapida.
Ne emerge così un ennesimo – ma non per questo meno valido – racconto d’interno, una tiepida rievocazione autunnale, che non sempre ha però la forza di richiamare qualcosa di più di una tazza fumante.
Vanno richiamate le eccezioni della moliniana apertura di “Something Small” e la sorniona e sfuggente “Rising Air”, ma ci vuole un po’ di più anche sul piano della scrittura per farsi notare nel panorama del country indipendente attuale.
13/01/2015
Sotto l'ala di Daniel Martin Moore e Ben Sollee, si afferma un astro nascente dell'Americana contemporanea
Il disco della consacrazione della cantautrice del Kentucky come una delle voci più importanti del panorama folk
Sotto l'egida di Jeff Tweedy, il disco della possibile consacrazione di pubblico della cantautrice del Kentucky
Una fuga in terra d'Islanda per la cantautrice americana
Intimista e crespuscolare, il nuovo progetto della cantautrice del Kentucky incanta e seduce
Per la cantautrice americana è tempo di riflessioni profonde
L’istintivo ritorno della premiata ditta Carney-Auerbach con dieci reinterpretazioni di classici blues e r'n'b
L’età adulta si fa suono e parola nel quarto capitolo della band culto del midwest
Il cantautore romano torna con un concept-album spiazzante e ambizioso, decisamente lontano dalle mode attuali
Il terzo album del sestetto country aggiunge distorsioni e guarda all'alternative rock
Un'opera dal deciso respiro internazionale prodotta da una delle più brillanti realtà del contemporary jazz italiano più contaminato
La "nueva escena chilena" si arricchisce di una band formidabile, tanto poetica quanto contundente
Gli svedesi intercettano la malinconia all'insegna di un etereo dream-pop
Il convincente debutto della giovane londinese che guarda all'America