Joan Shelley

Ginko

2012 (Ol Kentuck) | alt-country, folk

You stand like a ginkgo tree - tall, strong and wise.

Le similitudini tra alberi e uomini potrebbero risaltare, in un disco folk, come facili espedienti di maniera per introdurre le gesta dell'ennesima cantautrice americana. Eppure, già sulla carta Joan Shelley ha qualcosa che altre non hanno: il "patrocinio", sia artistico che promozionale, di Daniel Martin Moore. Uno di coloro che possono essere considerati i veri custodi delle roots americane, uno dei veri "gentiluomini di campagna" ancora rimasti ha preso sotto la sua ala Joan, quando ancora suonava nel trio country delle Maiden Radio, tanto che la prima uscita della sua etichetta, la Ol Kentuck, è stata proprio un disco delle tre.
Ora che la Shelley ha intrapreso la carriera solista, Moore ha deciso di mettere mano più profondamente alla musica della Nostra, non solo suonando - insieme al sodale Ben Sollee - nei brani del disco, ma anche affiancando in veste di produttore tutte le scelte della cantautrice.

Così come nei dischi di Moore, la tradizione non diventa un vuoto contenitore, una vecchia lapide non da interpretare, ma da riprodurre pedissequamente; risuona il minimalismo del disco, fatto il più delle volte di arpeggi di banjo appena accennati, un dolce strumming di chitarra e della voce della Shelley, assai meno assertiva ma non meno intensa di quella delle grandi signore dell'alt-country americano, Gillian Welch e Jolie Holland.
Posti d'onore vanno assegnati senz'altro al pensoso numero alla Neil Young di "The Pain For Your Pleasure" e al dolce stornello Dylan-iano di "Sure As Night", dichiarati "lanci" di "Ginko", ma vanno annotate anche le riuscite escursioni in territori più pop, come nella marcetta rapita di "Your Doll", struggente duetto di wurlitzer e violoncello, pezzo quasi da crooner al femminile.
Strane tentazioni gotiche aleggiano poi in sottofondo in brani come "Into The Sea" - evanescente rollìo tombale - e la title track, qui vero mantra che porta Sharron Kraus in un giardino orientale; "Ice" potrebbe essere, invece, il nuovo singolo di Laura Marling. Con "Sweet Dark-Haired Man", simpatico country-pop alla Kesang Marstrand, si coglie però la genesi del disco, la sorgente di rumori quotidiani di un tempo passato semplicemente tra amici.

"Ginko" è insomma il lavoro di un'autrice ben più forte ("alta, forte e saggia", si potrebbe dire) di quanto lascia intendere il carattere compassato degli arrangiamenti orchestrati evidentemente anche da Moore (a esclusione dell'assolo elettrico di "Unbound"); brani passionali e "solitari" come "Siren" ne sono la dimostrazione lampante.  Un astro nascente dell'Americana di questi anni: da tenere in conto anche una collaborazione di prossima uscita con lo stesso Moore.



Sure As Night



The Pain For Your Pleasure

(05/04/2012)



  • Tracklist
  1. Ginko
  2. Ice
  3. The Pain For Your Pleasure
  4. Siren
  5. Sure As Night
  6. Into The Sea
  7. Sweet Dark-Haired Man
  8. Your Doll
  9. The Door
  10. Unbound
  11. By The Ohio
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