LUFTH - Distanz Und Nähe

2014 (Oktaf)
ambient dub, electroacoustic, post-kraut
6.5

Passa dalla Oktaf di Martin Juhls il terzo tentativo di auto-rilancio di un’eterna promessa della scena elettronica tedesca come Joerg Schuster, che oltre a un’amicizia di lunga data condivide con il musicista di Dortmund anche il variegatissimo background e il gusto per le sperimentazioni parallele su più ambiti.

Così, dopo aver solcato le scene per una decina d’anni circa con un progetto dub-techno (Digitalverein) e uno di elettronica minimale assortita (Sensual Physics), Schuster indossa oggi una pelle nuova di zecca che risponde al nome di Lufth e mantiene le fibrillazioni dub adattandole a un contesto a cavallo fra ambient macchinale, effusioni analogiche da lounge bar spaziale e qualche inossidabile scoria kraut.

Un mix che su “Distanz Und Nähe” trova senz’alcun dubbio una dimensione estetica originale e ben resa dall’immagine di copertina: l’ambientazione è una sorta di ipotetico limbo dove i ritmi vitali sono ridotti al lumicino ma non vengono mai a mancare, per quanto l’inchino evidente e massiccio sia alle macchine, cavalli di battaglia sempreverdi in uno dei paesi più affascinati (e non solo certo grazie ai Kraftwerk) dalle dottrine umanoidi. Il risultato è l’ipotetica risposta al quesito su come potrebbe mai suonare l’ambient music in un pianeta dominato da cyborg le cui fattezze umane arrivassero a rasentare l’uguaglianza, persino in un’elementare e pre-programmato spettro di sentimenti.

Quest’interpretazione del tutto suggestiva – che trova ben poche conferme nei titoli dei brani e in generale nel tenore dell’operazione – è forse però l’unica in grado di donare brillantezza a un lavoro i cui toni non vanno mai volutamente oltre il borderline. Dopo la valida e convincente apertura livida di “Democracy Is Dead Like Print Matters”, il tutto si fossilizza su ricicli di Autechrerie in salsa krauta (la title track) o mescolati a palpitazioni dub (“Methan On Mars”).

Laddove si palesa qualche ritorno al passato (le carezze al retrogusto deep di “Duisburg Links”, la desolazione bucolica di “DEU671401186 – Rotes Dortmund”, il passaggio quasi pop di “Motion-Emotion”) la luce che illumina resta fioca e dimessa, denunciando un’omogeneità atmosferica che, pur non annoiando, difficilmente arriva a risultare suggestiva.

Su “Nicht One Dich”, come d’altronde su tutto il disco, il modello di riferimento sembra essere il Loscil più terreno (quello di “Sketches From New Brighton”), mentre l’alba a suon di arpeggiatori di “Ebbe Und Flut” si affaccia al revamp cosmico tanto in voga negli States palesandosi eccezione a conferma della regola. I dieci minuti di tappeto che in “Zwischen Uns Der Mund” cullano fino alla chiusura non sono che un paradigma digitalizzato di quel che l’intero disco propone in versione analogica: architetture calcolate al millimetro, dalle forme geometriche semplici ma significative, stabili e prive di imperfezioni, ma a cui mancano una dose di carica emotiva o la capacità di suggestionare.

13/05/2014

Tracklist

  1. 1. Democracy Is Dead Like Printed Matter
  2. 2. Methan On Mars
  3. 3. Duisburg Links
  4. 4. Distanz Und Nähe
  5. 5. Rotes Dortmund
  6. 6. Motion-Emotion
  7. 7. Nicht Ohne Dich
  8. 8. Ebbe Und Flut
  9. 9. Zwischen Uns Der Mund

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