Cooper Crain dei Cave e Dan Quinlivan dei Mahjongg sono i responsabili del progetto Bitchin’ Bajas, con sui sintetizzano ambient-drone, musica cosmica, visioni kraute e minimalismo.
“Bitchitronics” è il loro terzo disco e prende corpo riemergendo, con arpeggi dondolanti e trame di elettrica spaziale, dal lago infinito di “Transcendence”, sul cui sfondo sembra di riconoscere il fruscio di un registratore a cassetta. Tra gli incanti ambientali di Brian Eno e i frippertronics del Robert “Re Cremisi”, il brano mostra la volontà di ottenere un effetto ipnotico attraverso una lenta, seducente e circolare scansione del tempo.
Nelle lande pastorali di “Inclusion” risuona il flauto di Rob Frye, delicata essenza umana in un mondo che sembra dover svanire da un momento all’altro, salvo continuare a brillare come in un chiarore metafisico. Più banale, invece, il volo dronico di “Sun City”, preludio allo spiritualismo senza confini di “Turiya”, nel nome di Alice Coltrane.
Un ascolto piacevole.
02/09/2013
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