BRIGHT MOMENTS - Natives

2012 (Luaka bop)
alt-pop, retrò

La stimolante e contagiosa euforia dell’indie-pop di Beirut, Coldplay e Lcd Soundsystem ha portato una luce nella vita di Kelly Pratt, un giovane multistrumentista esperto di strumenti a fiato e diavolerie elettroniche. I momenti luminosi (Bright Moments) del suo esordio “Natives” sono umidi di pop anni 70 senza pudore o confine, un festoso incrocio d’armonie e ritmi dalle connotazioni felicemente innestate.

Come nelle migliori pagine degli Arcade Fire, i Bright Moments straniano i confini delle loro canzoni con suoni alieni che pescano nel variegato mondo della multietnicità sonora. Tra tutte le loro esperienze, la più tangibile resta però quella con i Beirut, con i quali Kelly condivide un gusto per le orchestrazioni e gli arrangiamenti sempre in bilico tra magniloquenza e sobrietà.

Quello che rende “Natives” diverso da un disco delle due band citate è l’estrema cura per il dettaglio, una perizia che ricorda il David Byrne di “Rei Momo” (non è un caso che il disco esca per l’etichetta Luaka Bop).

Più solare e diretto, il folk-pop dei Bright Moments ama contaminarsi con ritmi cubani in “Travelers”, che memore della “Jungle” degli Electric Light Orchestra ci delizia con un refrain esplosivo e irresistibile. Le similitudini con la band di Jeff Lynne in brani come “Tourists” evidenziano un legame con il pop classico e sbarazzino del passato, il tutto sostenuto da una buona scrittura. La voce di Kelly Pratt non brilla certo per personalità, ma resta amabile e briosa anche nel poco riuscito electro-dream-pop di “Behind The Gun”, che garantisce leggerezza e disincanto come ogni traccia dell’album.

È un suono definito e ricco di sprazzi di genio, quello di “Natives”. Il volo dei pipistrelli in “Milwaukee Protocol” è solo una sfida per gli amanti dell’alta fedeltà, grazie alle cascate di tastiere e fiati che inondano con piacevole lirismo il brano senza mai aggravare il tutto. Una grazia che bacia anche il romanticismo vellutato di “Drifters”, vibrante momento d’ispirazione armonica che non ha eguali nel pur piacevole parterre dell’album – sassofono, tromba e corno simulano una piccola orchestra e conferiscono all’album un sapore agrodolce.

Tra i getti d’acqua e gli handclap di “Travelling Light” e i suoni neoplastici di “Interlude: Ghost Dance 1” c’è spazio per solari canzoni folk con strumenti giocattolo, come “Lightning”, e un valzer felliniano (“The Sailor”).

Quello che “Natives” rende evidente è l’abilità creativa di Kelly Pratt, un musicista dalle infinite risorse, idee e buon gusto che, se conserverà il pregevole approccio naif di questo promettente esordio, entrerà presto tra i protagonisti del miglior indie-pop. La sua è una musica priva di pretese avantgarde, gli strumenti svolazzano senza mai essere protagonisti, le allegorie e le citazioni non sanno mai di nostalgia e malinconia e i suoi Bright Moments paventano una personalità più forte e spavalda del loro perspicuo flebile folk-pop. Apparentemente innocuo, “Natives” è un album che seduce e conquista.

Travelers

13/05/2012

Tracklist

  1. 1. Tourists
  2. 2. Milwaukee Protocl
  3. 3. Behind The Gun
  4. 4. Interlude: Ghost Dance 1
  5. 5. Drifters
  6. 6. Travelling Light
  7. 7. Interlude: Ghost Dance 2
  8. 8. Travelers
  9. 9. Lightning
  10. 10. The Sailor

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