CLOUDKICKER - Let Yourself Be Huge

2011 (Self released)
post-rock

L’arte disinteressata, quella notturna o dell’ora prima di cena, quella rubata alle pause pranzo, quella che ti fa pensare di poter risparmiare anche sulle cose essenziali, piuttosto che rinunciare a una nuova chitarra, o a un nuovo amplificatore. Sarà una nuova mitizzazione della figura dell’artista, a metà tra il bohemiénne e l’impiegato dalla seconda vita, ma anche questo nuovo (?) modo di fare musica ha una sua poesia, a suo modo ribelle, a suo modo rivoluzionaria.
L’ultima espressione di questa genìa di musicisti da cameretta è la produzione di Ben Sharp che, sotto l’evocativo moniker Cloudkicker, ha pubblicato un Lp e tre Ep di “Meshuggah cacofonico” e ambient, sfondando qualche porta nel mondo metal. La libertà totale concessagli dal suo lavoro diurno e dall’orgogliosa e mai – finora – abbandonata autoproduzione ha portato però a variazioni anche sostanziali nelle sue varie e frequenti pubblicazioni. Tutte fra l’altro composte ed eseguite interamente da Sharp stesso.

“Let Yourself Be Huge” è, probabilmente, il suo lavoro più melodico, nel quale il suo background metal emerge solo per vie traverse, ad esempio negli arrangiamenti muscolari di batteria, il suono secco, sordo di quest’ultima, e più direttamente nell’enfasi sonora dell’introduzione di “You And Yours”. Quella del disco e di Ben Sharp è però una forza fragile, una potenza dotata di tutto il lirismo accumulabile dal genere in questione. Gli accordi si concatenano, annodati in un grumo di emozione (il prosieguo della stessa “You And Yours”), o librandosi via via, nutrendosi del proprio abbrivio (la bella title track).
L’afflato nostalgico, la visione di non-luoghi cari alla memoria esplodono così nella mente, complici intermezzi acustici giocati su semplici ma toccanti armonizzazioni, avvicinandosi alla sensibilità dei Kings Of Convenience nell’abbraccio di “Welcome Back”, o ammiccando al Silenzioso Selvaggio dei Balmorhea (“One, Many” e, soprattutto, “The Word Water”).

Certamente non un lavoro in grado di andare fuori dagli schemi post-rock sui quali è basato, ma in grado di giungere a quelle vette liriche che spesso latitano in lavori più ansiogeni. Magari con un semplice movimento, come quello, ad esempio, del lenitivo passo nuziale di “It’s Inside Me, And I’m Inside You”, forse il momento di più grande emozione di “Let Yourself Be Huge”.
Questa è l'”enorme” arte umana di Ben Sharp.

09/12/2011

Tracklist

  1. Welcome Back
  2. Explore, Be Curious
  3. The Word Water
  4. You And Yours
  5. One, Many
  6. It's Inside Me, And I'm Inside It
  7. This Isn't
  8. Let Yourself Be Huge

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