Avevo perso un po’ di vista gli australiani 6majik9, recensiti nel 2007 quando pubblicarono il discreto “Your Friends Are A Photograph Of Your Future”. Oggi li ritrovo grazie al solito miscuglio di impro-noise e weird-folk di “WHNZ:20:MICE”, disco molto meno riuscito perché viziato da un’eccessiva dispersione. Le strambe jam free-form che compongono il disco (soprattutto la lunga “Heterotophia Manor”, “Spray Saw Patterns” e “In Search Of The Divine Vegetable”, quest’ultima con il moog che zampilla in bella evidenza!) fanno pensare a dei Rake. depotenziati, privati del genio.
Insomma, l’ennesimo esempio di “facciamolo strano a tutti i costi”. E non se ne esce…
15/07/2011
Un disco di alt-country moderno che unisce calore melodico e tinte crepuscolari
La nuova tappa, più intima e contemplativa, della band del produttore delle star
l debutto del trio romano, tra macchine autocostruite, registrazioni di campo e melodie sussurrate
La popstar tedesca trova finalmente la quadra grazie a un tuffo profondo nell'universo sonoro hyperpop
Songwriting robusto e dream-pop che guarda molto da vicino ai grandi del genere nell'esordio della band londinese
L'album dei ricordi dell'ex War On Drugs non sfugge ai cliché
Coerenza e immutata credibilità per un ritorno atteso quindici anni
Dalle notazioni di Sylvain Chauveau prende le mosse un itinerario elegiaco di suono e silenzio