Sean: Era a una delle feste di Scot, io ci andavo spesso e te eri con Gill.
Liz: Ah, sì, è vero. Scot è una musicista svedese.
Sean: Un’artista.
Liz: Sì, un’artista performer che vive in un edificio abbandonato, un’antica fabbrica di noodle credo o qualcosa del genere.
Sean: Sì, era una fabbrica di noodle.
Liz: Un posto veramente deserto e isolato, in cui vivono anche altri artisti. Così Scot un giorno organizzò una festa e Sean scese giusto dal suo studio di registrazione al piano di sopra, mentre io ero al piano di sotto che mettevo su qualche disco minimal-electro, dato che ero il dj della serata e fu così che c’incontrammo la prima volta, era nel 2003, ottobre del 2003.
Sean: Bah, non credo. La maggior parte della musica gotica è piuttosto con chitarra, tipo il death-rock. Il martial industrial è più post-anni 90 e poi la minimal wave non è un vero e proprio genere.
Liz: Oh sì, invece lo è e all’origine era chiamato “minimal electronic”.
Sean: No, originariamente non c’era proprio alcun termine per descriverlo.
Liz: Sì, il termine c’era ed era “minimal electronic”, ma in un modo o in un altro noi crediamo che quello che facciamo sia a un livello che vada oltre. Perché la “minimal electronic” parte anche dagli anni 70 e quello che oggi noi suoniamo ne è più che altro un’estensione.
Sean: All’inizio eravamo interessati a questo tipo di gruppi, perché avevano un’infrastruttura minimale, sia in termini di produzione, sia in termini di grafica, visual, ma soprattutto per gli strumenti che usavano, che erano semplici, diretti. Erano i tempi della musica fatta in casa, quando i sintetizzatori cominciarono a essere commercialmente disponibili. Era la prima volta che l’elettronica poteva essere prodotta in un garage, poi a partire dalla metà degli anni 80, con l’avvento della tecnologia digitale, questo suono analogico, questa sorta di purezza del sound venne dimenticata. Voglio dire, normalmente la gente preferisce le cose nuove, ma per come la vedo io, dal 1978 al 1984, ci fu una vera e propria epoca d’oro della strumentazione musicale ed è questo quello che noi cerchiamo di riprodurre, poi è semplicemente per caso che abbiamo delle similarità con questo tipo di musica, perché, come diceva prima Liz, noi in realtà cerchiamo di essere un’estensione di tutto questo.
Sean: Io parlo un po’ di francese, un po’ di ungherese, russo, ma penso che la cultura e l’identità sia qualcosa di puro, che prescinda dal linguaggio.
Sean: Ci siamo incontrati durante un nostro concerto, o meglio lui era venuto a uno dei nostri concerti a Londra e ha veramente apprezzato quello che stavamo facendo sul palco. Così dopo abbiamo cominciato a parlare e ha voluto che ci occupassimo del remix di una delle sue canzoni. Dopo qualche giorno ci ha inviato un file con il brano e noi nel nostro home studio abbiamo fatto il remix.
Liz: Sì, era veramente interessato alla nostra musica. La prima cosa che mi ha detto quando ci siamo visti è stata “Oh Liz quello che trovo veramente affascinante della vostra musica è che voi eliminate semplicemente tutto ciò che non è necessario”.
Liz: E’ un termine francese. E’ utilizzato per l’invio delle cartoline, l’equivalente in inglese di “air mail” (ridono).
Liz: C’è una sorta di luminosità che è in contrasto con la fredda precisione e l’utilizzo dei sintetizzatori. E’ come se ci fosse qualcosa di più caldo, una luce, incorporata nel nostro abituale cold sound. In definitiva, potremmo dire che è un lavoro più barocco, sì, è un album con un feeling decisamente barocco.
Sean: Dipende. E’ sempre diverso.
Liz: E’ bello scrivere le canzoni quando viaggi. E’ questo in sostanza quello che faccio io: scrivo delle canzoni quando viaggio e poi quando ritorno in studio provo a ri-arrangiarle, cercando di superare il contrasto tra la pratica in studio e l’ispirazione spontanea che avevo avuto quando le avevo scritte. Viaggiare è molto importante e le canzoni sono come lettere che spedisci nel futuro o come cartoline che arrivano dal passato.
Liz: Anche al mood del momento e cosi ogni concerto è inevitabilmente diverso da un altro, e tutte le canzoni e le nostre interpretazioni dipendono veramente dallo stato d’animo in cui troviamo.
Sean: Noi vogliamo divertirci e misurarci di volta in volta con nuove sfide. Non ci interessa di suonare nello stesso modo mille volte.
Liz: Anche perché è tutto in analogico e dal vivo, quindi quando sei sul palco puoi suonare tutto il tempo che vuoi, basta lasciare andare la drum machine e improvvisare un po’ di più, lasciandosi guidare giusto dalla tua intuizione.
Ed è facile coordinarvi tra di voi?
Liz: Sì, perché, come accennavo prima, è più di dieci anni che noi suoniamo insieme, quindi ci conosciamo molto bene e conosciamo il nostro “performance style”, quindi se Sean si sente d’improvvisare un’estensione sul finale di una canzone io lo seguo e la estendo semplicemente.
Liz: Perché in fondo proviene da qui, la “minimal electronic” viene dall’Europa.
Sean: Sì, poi si è diffusa in tutto il mondo tra il 1975 e il 1984, ma il tipo d’identità, lo stile, l’immagine sono senza dubbio europei. Si differenziano l’una dall’altra soprattutto nell’utilizzo della voce…
Liz: E anche già nel suono. Non so, ma c’è qualcosa di più DIY nel suono americano, forse meno limato, non lo so, non sono sicura, ma questa è la mia impressione.
Liz: (ride)
Sean: Beh questa è una domanda difficile. Io amo l’Europa, ma non potrei mai essere europeo.
Liz: Ma io lo sono!
Sean: Lei lo è… quindi io sono un outsider sia in America che qui! (ride)
Liz: Beh dal nostro ultimo album è senza dubbio “Par Avion”, la canzone.
Sean: Sì, concordo pienamente (ride).
E tra quelle passate?
Liz: E tra quelle passate, credo “Sentinelle”.
Sean: Mmm per me… emh… “Zuruck” che è stata la prima canzone che abbiamo fatto insieme, di cui non in realtà non esiste alcuna registrazione, ma è stata senza dubbio una delle nostre migliori performance, quindi, sì, “Zuruck” è decisamente una delle mie canzoni preferite tra quelle passate.
| Vigils (Ep, Xanten, 2006) | 7 | |
| Sentinelle (Wierd, 2009) | 7.5 | |
| Sets & Lights (Wierd, 2011) | 6.5 | |
| Par Avion (Ghostly, 2014) | 7 | |
| Topiary (Ghostly, 2016) | 7 | |
| Hypnos (Dais, 2019) | 7.5 | |
| Vi/deo (Dais, 2021) | 7.5 | |
| Via Negativa (In The Doorway Light) (Dais, 2024) | 7 |