05/07/2023

Kim Gordon

Teatro Romano, Ostia Antica


Prima di tre tappe italiane del tour europeo che nei giorni successivi toccherà anche il Goa-Boa Festival di Genova e il BOtanique di Bologna (sempre con la medesima setist), per poi proseguire in direzione Belgio-Olanda, Kim Gordon approda con il suo spettacolo solista nell’emozionante cornice del Teatro Romano di Ostia Antica. Location non nuova per la performer americana, la quale per ben due volte ha calcato lo storico palco insieme ai Sonic Youth, nel 2001 (era il tour di “NYC Ghosts And Flowers”, con line-up allargata a Jim O’Rourke) e nel 2007 (per le celebrazioni di “Daydream Nation”, in quell’occasione eseguito integralmente, più bis incentrati su “Rather Ripped”). E’ un luogo magico e la band all’epoca restò molto colpita dalla location mozzafiato: si tratta di serate che non si dimenticano facilmente.

Oggi parliamo di un’altra storia: i quattro Sonic Youth hanno intrapreso strade diverse per motivi extra-artistici, Kim Gordon – che di quella formazione era cantante e bassista - si è ritagliata il ruolo di elemento più coraggioso, cavalcando sentieri ultra-noise con il progetto Body/Head e lasciando confluire svariate influenze nel suo primo lavoro solista, “No Home Record”, pubblicato appena prima della pandemia e portato in tour già dallo scorso anno da entrambi i lati dell’Atlantico. Lo spettacolo è sostanzialmente quello già visto in altre occasioni (vedi Primavera Sound 2022, nell’altrettanto importante cornice dell’Auditori del Parc del Forum di Barcellona), con backing band di grande livello, composta esclusivamente da donne (ci tiene lei stessa a specificarlo, affermando al contempo quanto ancora maschilista sia il mondo del rock internazionale), video che scorrono replicando scenari sia rurali che metropolitani, e suoni che spaziano dall’elettronica ricercata al noise più dissonante.

Inutile sperare nel ripescaggio di materiale dall’enorme archivio dei Sonic Youth o di qualsiasi altro progetto abbia fatto parte in passato. Del resto, nessuno degli ex-Sonic Youth sta utilizzando dal vivo canzoni della band madre, tutti intenzionati a imbastire nuovi percorsi senza ricorrere a utili scorciatoie già note ai fan. Probabile che fra qualche anno la situazione possa mutare, ma per il momento il massimo che Kim Gordon si sente di poter concedere è una cover dei Dna piazzata nel bel mezzo dei tre bis, la breve e tagliente “Blonde Red Head”. Tutto il resto è la versione live di “No Home Record”, alla quale viene aggiunta la devastante “Grass Jeans”, diffusa a fine 2021 come singolo, quanto di più Sonic Youth finora pubblicato dalla Gordon, eseguita a fine scaletta con corposa coda noise. Un’ora e cinque minuti, tutto compreso, concerto forse un po’ breve, ma senz’altro intenso, arricchito dall’interessante apertura affidata alla contrabbassista romana Caterina Palazzi, che si sta affermando come una delle figure più originali del nuovo jazz italiano. L'evento era inserito all'interno del ricco programma 2023 della rassegna "Roma Incontra il Mondo".

 

(Foto in alto di Claudio Lancia)