Blur e Oasis: due carriere che si rincorrono ancora, tra passato e presente, come se la stagione del britpop non fosse mai davvero finita. Nel corso di un’intervista concessa alla testata messicana Sopitas, Damon Albarn è tornato a parlare dell’epopea britpop e del modo in cui gli Oasis, a distanza di trent’anni, continuano a incarnarne il mito. “Gli Oasis hanno fatto un ottimo lavoro nel far sembrare il britpop la cosa più grande del mondo. Non so come facciano, ma continuano a farlo, e lo fanno molto bene”, ha dichiarato il frontman dei Blur e dei Gorillaz. Con il consueto tono ironico ma non privo di rispetto, Albarn ha aggiunto di “essere felice di aver concesso loro la vittoria”, evocando la celebre Battle of Britpop del 1995: la sfida mediatica che vide “Country House” dei Blur e “Roll With It” degli Oasis contendersi la vetta delle classifiche nello stesso giorno d’agosto. Un episodio che segnò in maniera indelebile la cultura pop britannica degli anni Novanta e cristallizzò la rivalità tra le due band simbolo del decennio.
Oggi, a trent’anni di distanza, sono ancora i Blur e gli Oasis a dominare l’immaginario di quel periodo. E mentre i fratelli Gallagher proseguono il tour mondiale della loro reunion — annunciata nell’estate 2024 e accolta con entusiasmo dal pubblico — Albarn guarda con distacco ma anche con una certa benevolenza al ritorno dei vecchi rivali. “È una buona cosa, per come la vedo io. Non puoi pensare che due fratelli non riescano a riconciliarsi, prima o poi”, aveva già osservato qualche tempo fa. La band di Manchester è attualmente impegnata con una serie di concerti in Corea del Sud, nell’ambito dell’“Oasis Live ’25”, tour che proseguirà senza il chitarrista Paul “Bonehead” Arthurs, costretto a fermarsi temporaneamente per motivi di salute. Durante lo show a Wembley, Liam Gallagher ha lasciato intendere che nel 2026 la reunion potrebbe avere un seguito, scherzando con il pubblico: “Champagne Supernova… ci vediamo il prossimo anno!”. Voci insistenti parlano già di un possibile ritorno a Knebworth, trent’anni dopo i concerti entrati nella leggenda, ma al momento non ci sono conferme ufficiali. Nel frattempo, anche Albarn è pronto a tornare sotto i riflettori. I Gorillaz hanno annunciato l’uscita del loro nono album in studio, “The Mountain”, prevista per marzo 2026 su KONG, la nuova etichetta del collettivo. Il disco sarà seguito da un tour britannico che farà tappa a Manchester, Birmingham, Liverpool e Londra, con due date italiane al festival La Prima Estate e a Trieste. Uno show che celebra i 25 anni di carriera della band virtuale più iconica della scena musicale mondiale.
Nati dal genio musicale di Damon Albarn e dall’immaginazione grafica di Jamie Hewlett, i Gorillaz hanno ridefinito i confini tra musica, arte e animazione, dando vita a un universo narrativo unico. Sul palco prenderanno vita i celebri avatar 2D (voce), Murdoc Niccals (basso), Russel Hobbs (batteria) e Noodle (chitarra). Intanto è uscito il primo singolo, “The Happy Dictator”, che ha già riacceso l’entusiasmo dei fan in tutto il mondo (guarda il video qui sotto.).
Creati dal musicista Damon Albarn (Blur) e dall’artista Jamie Hewlett, i Gorillaz sono formati da 2D (voce), Murdoc Niccals (basso), Russel Hobbs (batteria) e Noodle (chitarra). Vincitori di Brit e Grammy Awards, i Gorillaz hanno rivoluzionato il concetto di band musicale fondendo suono, arte e tecnologia, in un progetto visionario che ha segnato un’epoca. Con otto album all’attivo – “Gorillaz” (2001), “Demon Days” (2005), “Plastic Beach” (2010), “The Fall” (2011), “Humanz” (2017), “The Now Now” (2018), “Song Machine: Season One – Strange Timez” (2020) e “Cracker Island” (2023) – la band ha conquistato le classifiche di tutto il mondo, collaborando con artisti del calibro di Elton John, Little Simz, MF Doom, Grace Jones, Jean-Michel Jarre, Kali Uchis, slowthai, Sidiki Diabaté e molti altri. Le recenti esibizioni londinesi per celebrare i 25 anni dei Gorillaz hanno ottenuto recensioni entusiastiche dalla stampa britannica. Il nuovo album in studio, “The Mountain”, uscirà a marzo 2026, aprendo un nuovo capitolo nella storia della band che ha saputo trasformare la musica in una forma d’arte visiva e narrativa senza precedenti.