Mtv: fine delle trasmissioni. Chiudono in Europa i canali musicali attivi 24 ore, l’Italia (per ora) resiste

31-12-2025
È la fine di un'epoca: a partire da oggi, 31 dicembre, gli ultimi canali musicali attivi 24 ore su 24 a marchio Mtv cessano ufficialmente le trasmissioni a livello globale.
Secondo quanto riportato dalla Bbc, nel Regno Unito chiudono Mtv Music, Mtv 80s, Mtv 90s, Club Mtv e Mtv Live. Conferme analoghe arrivano anche da altri mercati internazionali, tra cui Australia, Polonia, Francia e Brasile. Resterà operativo soltanto il canale principale Mtv, ormai da tempo orientato quasi esclusivamente verso contenuti reality e di intrattenimento non musicale.
La decisione rientra in una più ampia strategia di riduzione dei costi avviata da Paramount Skydance dopo la fusione completata all’inizio dell’anno, con l’obiettivo di razionalizzare l’offerta e contenere le spese sull’intero portafoglio globale. Una buona notizia viene invece dall'Italia, dove oltre al flagship di intrattenimento Mtv (disponibile sul canale 131 di Sky e in streaming su Now) sopravviverà anche nell'anno nuovo il tematico Mtv Music (canale 132 e 704 di Sky e su Now).



A suggellare simbolicamente la fine di un’epoca, Mtv Music ha concluso le proprie trasmissioni mandando in onda “Video Killed The Radio Star” dei Buggles: lo stesso videoclip che, nel 1981, inaugurò le trasmissioni del network negli Stati Uniti. Da quel primo storico passaggio alle consacrazioni di Madonna, Michael Jackson, PrinceNirvana, Britney Spears, Beyoncé e Taylor Swift, il canale ha contribuito in modo decisivo a definire mode, estetiche e miti di più generazioni, incidendo profondamente sulla cultura popolare ben oltre i confini della musica.
Nel 1984 inaugurò gli Mtv Video Music Awards, nel 1985 trasmise sedici ore di Live Aid, nel 1987 sbarcò in Europa via satellite, contribuendo a creare un’estetica globale del pop.

In Italia arrivò nei primi anni Novanta, prima attraverso le emittenti locali e poi, dal 1995, con l’accordo esclusivo con TELE+. Mtv Italia nacque ufficialmente il 1° settembre 1997: il primo MTV Day venne inaugurato dal concerto degli U2. Fu l’inizio di un fenomeno che lanciò figure come Giorgia Surina, Marco Maccarini, Victoria Cabello, Andrea Pezzi, Federico Russo e Alessandro Cattelan, volti di programmi che divennero culto — “Select”, “Hitlist Italia”, “Brand:New”, “Week in Rock”, “Loveline”, e soprattutto “Total Request Live”, trasmesso da Piazza Duomo a Milano. Celebre anche il format degli "Mtv Unplugged", che avrebbe visto protagonisti artisti del calibro di SqueezeEric ClaptonNirvana, Bob DylanMariah CareyAlice in Chains, Cranberries, 10,000 Maniacs e tanti altri.
Nel tempo, però, Mtv ha progressivamente cambiato pelle. Dopo aver plasmato il linguaggio visivo e sonoro di almeno due generazioni, la rete ha virato verso i reality show e l’intrattenimento leggero, relegando i contenuti musicali su canali tematici separati. I videoclip lasciarono spazio a reality e docu-serie come “The Osbournes”, che nel 2002 mostrava la vita domestica del frontman dei Black Sabbath, e successivamente a format sempre più pop e generalisti.
La chiusura dei canali musicali in Europa rappresenta l’esito coerente di un cambiamento già consolidato nei comportamenti di consumo: i videoclip hanno trovato una nuova centralità su piattaforme digitali come YouTube, TikTok e sui servizi di streaming on demand, mentre la televisione lineare ha progressivamente perso attrattiva, soprattutto tra il pubblico più giovane.

La storia di Mtv, insomma, sembrano appartenere a un’altra epoca: oggi i video si guardano su YouTube, si scoprono su TikTok o si condividono su Instagram. Così, le ultime roccaforti del “music television” stanno chiudendo una dopo l’altra.
Ma la scomparsa di quei canali lascia comunque un vuoto, come la sensazione di dire addio a un frammento della nostra storia collettiva. E forse, dentro di noi, resterà sempre una voce che continua a ripetere, con sorriso un po’ nostalgico, citando Sting su "Money For Nothing" dei Dire Straits: “I want my MTV”.