Harold Budd

The Pavilion Of Dreams

1978 (E.G. Records) | ambient, post-minimalismo

Se si dovesse scegliere un periodo o un autore che hanno certificato e dettato gli stilemi per la nascita della musica ambient, non si potrà che rivolgersi al triennio 1975-1978 e a Brian Eno, con lo storico trittico "Discreet Music" (1975), "Music For Films" (1978) e "Music For Airports" (1978), al quale farà seguito la celebre tetralogia ambient "The Plateaux Of Mirror" (con la collaborazione di Harold Budd), "Day Of Radiance" e "On Land". Quella di Brian Eno è stata la conclusione di un percorso iniziato molto prima, quasi un secolo prima.

La musica ambient assimila varie idee molto antecedenti agli anni 70 del 900, che hanno visto come precursori Erik Satie (1866-1925) che, addirittura nel 1893, aveva composto sonate per pianoforte (criticate all'epoca), ad esempio "Vexations", dove i tempi erano estremamente dilatati e la musica sottratta il più possibile. A questo fa seguito John Cage con "In A Landscape" (1948), per poi continuare con tutta la scena minimalista americana (La Monte Young, Terry Riley ecc.) che estremizza il concetto di ripetizione ossessiva e i primi esperimenti cosmici del kraut-rock che aboliscono il concetto di ritmo. Non si può non accennare alla cosiddetta muzak che - pur con fini prettamente commerciali e nella sua semplicità (serviva da accompagnamento per gli avventori dei primi grandi centri commerciali) - diede per la prima volta l'idea di una musica di sottofondo, che riempie uno spazio, che impedisce all'avventore di annoiarsi, che lo accompagna nelle sue faccende senza quasi farsi notare. In sintesi, crea una musica da non ascoltare (almeno non necessariamente). Ma mentre la muzak deve allietare il non-ascoltatore, distrarlo, fargli compagnia, "eliminare il silenzio", la musica ambient può tranquillizzare o anche intimorire, far riflettere o ricreare un ambiente in cui avvolgere l'ascoltatore. La musica ambient non deruba l'ambiente delle sue caratteristiche, come fa la muzak, bensì le trattiene e ne descrive le qualità.

Contemporaneo di Eno e suo collaboratore, Harold Budd può definirsi un predecessore e ispiratore di Eno grazie alle serie di registrazione del quadriennio 72-75, pubblicate solo nel 1978 con "The Pavilion Of Dreams", album che assimila in anticipo gran parte (se non tutte) le influenze eniane, per sviluppare un modo personale e differente di intendere la musica per ambienti.
Musicista d'avanguardia legato al free jazz, Budd mostra queste sue influenze proprio nel primo brano, "Bismillahi Prahmani Brahim" (diciotto minuti), perla cristallina del post-minimalismo che utilizza il sax in territori assolutamente nuovi. Difficile immaginare suoni più puri e raffinati, con piano, vibrafono, marimba e sax a raggiungere un'estasi mistica che coniuga le vertigini del jazz di John Coltrane e le atmosfere orientali più mistiche e irraggiungibili. Non è musica ambient a tutti gli effetti, ma le influenze che hanno portato al processo formativo di Brian Eno sono tutte presenti. Colpisce la religiosità laica, il messaggio di pace universale che è rivolto a un dio generico, non al dio di una religione specifica. Non sarà facile per nessun compositore d'avanguardia raggiungere livelli di equilibrio così alti tra l'innovazione musicale e un coinvolgimento emotivo che porta all'estasi.

Evoluzione minimalista della prima composizione è "Juno", che rimette al centro il piano, con cori e momenti sontuosi, pattern ripetitivi di marimba, facendo raggiungere un nuovo apice alla carriera di Budd e preannunciandone buona parte della successiva discografia. "Madrigals Of The Rose Angel" (quattordici minuti divisi in due parti), scritta nel 1972, è il primo brano in ordine cronologico. Incentrato su arpa, piano e cori femminili, è la prima composizione in cui Budd ricerca la bellezza assoluta, a partire dalle voci cristalline. Questo moderno madrigale è certamente stato una mirabile fonte di ispirazione per far comprendere a Eno i canoni fondamentali della sua idea di musica ambient. "Two Songs: Let Us Go Into The House Of The Lord/ Butterfly Sunday" è invece decisamente più legata alla musica classica vocale, col soprano Lynda Richardson e l'arpista Maggie Thomas.

Album fondamentale per la formazione musicale del suo produttore (proprio Brian Eno), "The Pavilion Of Dreams" ha rappresentato un felice connubio di avanguardia, jazz e musica religiosa, una visione alternativa di quella che poi verrà chiamata dallo stesso Eno "ambient music".

(05/04/2020)



  • Tracklist
  1. Bismillahi 'Rrahman 'Rrahim
  2. Two Songs
    • Let Us Go Into the House Of the Lord
    • Butterfly Sunday
  3. Madrigals of the Rose Angel
    • Rosetti Stone
    • The Crystal Garden and a Coda
  4. Juno


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