OutKast

Stankonia

2000 (LaFace) | southern hip-hop, pop, r&b, soul

Alle porte del nuovo millennio gli OutKast non hanno più nulla da dimostrare. Il loro posto nella storia dell’hip-hop se lo sono più che garantito: la loro impronta è innegabile e indelebile. Con i primi due dischi, “Southernplaylistcadillacmuzik” ma soprattutto lo straniante e geniale “ATliens”, hanno legittimato una volta per tutte la scena southern-hip-hop, fino a quel punto considerata, ingiustamente e nonostante interpreti di spicco (i più famosi gli Arrested Developement), subordinata alle più famose East e West Coast.
Con l’imponente “Aquemini” hanno palesato di che pasta fossero fatti davvero, quanto profonda fosse la loro coscienza, forte la loro consapevolezza e inestinguibile il loro bagaglio culturale. Quest’ultimo è un vero e proprio pozzo senza fondo, che spazia tra istanze e influenze in apparenza anche inconciliabili: disco-music, funk, gospel, rock, jazz e, chi più ne ha, più ne metta. Cosa manca, allora, per scrivere una pietra miliare? Semplice: puntare ancora più in alto in termini di ibridazioni e, allo stesso tempo, conquistare il mondo.

 

Se “Aquemini” è per gli OutKast il disco della definitiva consacrazione e del riconoscimento globale da parte di critica e mondo hip-hop due anni dopo, con il leggendario “Stankonia”, arriva la consacrazione commerciale e di pubblico. Un vero e proprio bagno di fama e vendite, che vede il disco arrivare al secondo posto della classifica generale di Billboard e molto in alto in quelle di tutto il mondo, con un sonoro decimo posto in quella del Regno Unito e un quarto posto in quella canadese. Numeri tutt’altro che prevedibili per un duo dall’approccio alla materia rap molto personale.
Se la rivoluzione di “Aquemini” è inglobare nel southern-hip-hop elementi disparati e sofisticati, “Stankonia” vede André e Big Boi non solo ampliare l’inarrestabile girandola di influenze messa in campo, ma renderla ancora più catchy, ammiccante, radiofonica e sfavillante. Un’operazione certamente condotta attraverso gli iconici singoli “B.O.B.” (disco di platino in patria), “Ms. Jackson” (triplo platino in patria, doppio in Uk, quintuplo in Australia ecc.) e “So Fresh, So Clean” (platino in patria), ma anche mediante il mood generale del disco e il suo appeal sbrilluccicante.

André Benjamin è un uragano di creatività, la sua voglia di inglobare citazioni, parti suonate, stili e contaminazioni non conosce limiti, agendo in “Stankonia” come una specie di frullatore cosmico che ingoia materie contrastanti e le risputa riformulate e attraenti. Perfette per il mercato di inizio millennio come per gli ascoltatori hip-hop e di musica alternativa più esigenti. Big Boi riporta invece le invenzioni pindariche del collega sul pianeta hip-hop.
Da un approccio in apparenza contrastante nasce però un equilibrio irripetibile, destinato a entrare nella storia del genere sin dal suo concepimento. Così difficile da replicare che, nel disco successivo la coppia si sarebbe “separata in casa” per un doppio album diviso fra i due titolari.
Uscito nell’ottobre 2000 per LaFace Records, “Stankonia” è registrato e prodotto quasi esclusivamente dagli OutKast in una struttura di Atlanta da poco rilevata dal duo, precedentemente di proprietà dell’artista r'n'b Bobby Brown, e che sarà per l’appunto ribattezzata "Stankonia Studios".

 

Dicevamo dell’incontenibile voglia di André di immergere l’hip-hop degli OutKast in un mare magnum di influenze che vanno dal funk alla rave music, dalla psichedelia al gospel e al rock, ma il quarto disco degli OutKast in realtà espande anche il loro universo lirico. Ci sono dentro le paillettes e la coolness immancabili nell’hip-hop di inizio millennio, ma anche i pensieri mai banali di due autori che si guardano dentro scandagliando la propria coscienza umana e politica, confrontandosi con temi duri quali razzismo e paternità.
Nel giro di un minuto abbondante, “Intro”, di nome e di fatto, immerge l’ascoltatore in un mondo futuristico e sommerso denominato ovviamente “Stankonia”. Ci sono mugolii sensuali, sintetizzatori spaziali e soprattutto dei vocals mesmerici che invitano chi ascolta a rimbalzare e fluttuare.

Live, from the center of the Earth
Seven light-years below sea level we go
Welcome to Stankonia, the place from which all funky things come
Would you like to come?

Giusto il tempo di ambientarsi, che si viene travolti dall’irruenta “Gasoline Dreams”. Il mattatore è qui André con un rap travolgente e sguaiato, tanto che a momenti sembra ragliare nel microfono, mentre tutt’intorno è un turbinare di chitarre acide, bassi e percussioni incessanti. Praticamente una versione deviata e psicotropa dei Run-Dmc più hard-rock.

Don't everybody like the smell of gasoline?
Well burn muthafucka burn American dreams
Don't everybody like the taste of apple pie?
We'll snap for yo' slice of life I'm tellin' ya why
I hear that Mother Nature now's on birth control
The coldest pimp be looking for somebody to hold
The highway up to Heaven got a crook on the toll
Youth full of fire ain't got nowhere to go, nowhere to go

Si torna a respirare nel breve intermezzo “I’m Cool”, dove una voce soul femminile trasforma la sensazione di freddo trasmessa da un mondo ostile in magnetismo e sensualità, passando dunque da cold a cool, da una sensazione di disagio a una di dominazione totale delle contingenze.
Non può che seguire dunque la sbarazzina e smargiassa “So Fresh, So Clean”, uno dei più grandi successi degli OutKast. Il ritornello in falsetto ripetuto da André fino all’ossessione, le tastierine vintage che si muovono come la sabbia della spiaggia durante la bassa marea, il contrappunto micidiale di Big Boi: tutto è semplice quanto perfetto. Questa volta le radio sono fottute e gli OutKast arrivano ovunque.

Ain't nobody dope as me; I'm just so fresh, so clean
So fresh and so clean, clean
Don't you think I'm so sexy? I'm just so fresh, so clean
So fresh and so clean, clean

Non paghi, i due piazzano un altro pezzo da novanta subito dopo. Andamento caracollante, tastiere argentate, interventini di pianoforte, scratch sapienti, un’effettistica insistente quanto delicata, le strofe controtempo e il ritornello zoppicante sono l’ossatura di una “Ms. Jackson” destinata a fare sfracelli, anche a traino di un iconico videoclip felino.

Me and your daughter got a special thang goin' on
You say it's puppy love; we say it's full-grown (Arroof)
Hope that we feel this, feel this way forever
You can plan a pretty picnic but you can't predict the weather
Ms. Jackson

Eppure è tutt’altro che un brano da prendere alla leggera: la miss del titolo è la mamma di Erykah Badu, con la quale Benjamin aveva recentemente rotto, preoccupata per il destino della figlia di madre sola. Nonostante la rottura, ritroviamo Badu a offrire uno dei contributi esterni più preziosi del disco. I suoi svolazzanti vocals neo-soul sono il perno della meravigliosa e scanzonata “Humble Mumble”, dove trovano casa tra gli sgargianti ritmi tropicali e i flow gommosi di André e Big Boi.
Ma sono l'abbondanza e la varietà a dominare: dall'erotismo psych-funk di "I'll Call Before I Cum" al southern-hip-hop smargiasso di "We Love Deez Hoez", fino al breakbeat di "?" e alle allucinazioni robotico-cosmiche del soul-funk alieno di "Toilet Tisha" e passando dai numerosi interludi d'atmosfera.
Fuori dalle hit, il brano più compiuto è forse l'orgiastica jam psych-soul-funk-dub della lunga title track.

 

Guai però a pensare che gli OutKast si siano ammorbiditi. Sulla copertina di Stankonia le loro eccentriche sagome si stagliano su una bandiera a stelle e strisce priva di colore, simbolo di un’America tutt’altro che equa e libera.
Ecco, dunque, Killer Mike e J-Sweet fornire al disco una potenza di fuoco hardcore-hip-hop, con i loro flow taglienti a infrangersi tra i beat secchi della già citata “B.O.B.” (acronimo di Bombs Over Baghdad), puzzle divertente quanto affilato di capriole ritmiche, assoli di chitarra elettrica, intersezioni pericolose di linee vocali e un refrain destinato a echeggiare nell’eternità. 

Don't pull the thang out, unless you plan to bang
Bombs over Baghdad!
Yeah, don't even bang unless you plan to hit something
Bombs over Baghdad!

Un brano tanto efficace da ballare quanto adatto a fare da inno per una generazione che deve farsi forza e reagire ai soprusi perpetrati dalla politica.
Ideale punto d'arrivo dell'espansione stilistica del southern-hip-hop meticcio degli OutKast, "Stankonia" è anche un momento che non sarà più ripetuto dalla formazione di Atlanta. Le due anime della formazione, André 3000 e Big Boi, decideranno di perseguire traiettorie sempre più differenti, regalando al loro pubblico altri due album, fra cui il doppio "Speakerboxxx/The Love Below", prima di chiudere l'esperienza OutKast per sempre.
Al centro di un periodo fra i due millenni di contaminazione e crossover generalizzato, "Stankonia" rifulge ancora oggi dell'intensità e varietà proprie degli album più creativi e originali, unendo una marcata volontà di abbattere confini e cliché alla capacità di scrivere anche hit formidabili.
Non è solo il capolavoro del duo di Atlanta ma il mezzo attraverso cui l'estetica southern è arrivata a un pubblico trasversale e internazionale, trasformando l'hip-hop in una piattaforma dal quale raggiungere tanti altri territori, all'insegna di un esuberante, divertito ed eterogeneo linguaggio musicale in connessione tanto con la tradizione black quanto con la contemporaneità.

(23/10/2022)

  • Tracklist
  1. Intro
  2. Gasoline Dreams feat. Khujo Goodie
  3. I'm Cool (Interlude)
  4. So Fresh, So Clean
  5. Ms. Jackson
  6. Snappin' & Trappin' feat. Killer Mike, J-Sweet
  7. D.F. (Interlude)
  8. Spaghetti Junction
  9. Kim & Cookie (Interlude)
  10. I'll Call B4 I Cum feat. Gangsta Boo, Eco
  11. B.O.B.
  12. Xplosion feat. B-Real
  13. Good Hair (Interlude)
  14. We Luv Deez Hoez feat. Backbone, Big Gipp
  15. Humble Mumble feat. Erykah Badu
  16. Drinkin' Again (Interlude)
  17. ?
  18. Red Velvet
  19. Cruisin' In the ATL (Interlude)
  20. Gangsta Shit feat. Slimm Calhoun, C-BONE, T-Mo
  21. Toilet Tisha
  22. Slum Beautiful feat. Cee-Lo Green
  23. Pre-Nump (Interlude)0:27 81
  24. Stankonia (Stanklove) feat. Big Rube, Sleepy Brown


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