Tears For Fears

Everybody Loves A Happy Ending

2004 (Arista) | pop

Commercialmente i Tears For Fears hanno rappresentato una delle pagine più importanti nel pop d'oltremanica degli anni Ottanta. A dire il vero, se focalizziamo l'attenzione sui due primi album, "The Hurting" (1983) e "Songs From The Big Chair" (1985), anche dal punto di vista squisitamente artistico, il duo Curt Smith-Roland Orzabal, ha più che legittimato il successo ottenuto. "The Hurting" fu un album che si guadagnò vasti consensi riuscendo a conciliare una scrittura estremamente sofisticata con un'irresistibile presa, che basava i suoi presupposti tanto sui vocalizzi soul di Orzabal, quanto sul sapiente uso di strumenti tradizionali, sia pur in un contesto synth-pop (il sax di Mel Collins e la chitarre di Phil Palmer ne sono la testimonianza). Ai posteri sono state consegnate gemme da hit parade quali la melanconica "Pale Shelter" e la ballabilissima "Change", così come l'indimenticato e semplice disincanto della romantica "Mad World".

"Songs From The Big Chair" rappresentò la consacrazione del duo che, sia pur in presenza di due singoli in cui veniva fatto di nuovo grande uso di sintetizzatori (i più attempati non possono non ricordare i tormentoni "Shout" e "Everybody Wants To Rule The World"), spostò l'attenzione su sonorità più confacenti al mercato americano, riuscendo a centrare proprio negli Stati Uniti un clamoroso successo di vendite.
La strada americana venne percorsa in maniera ancor più marcata nell'ultimo disco che vide i due lavorare assieme, "The Seeds Of Love" (1989), album sovraprodotto in cui l'anima black è riscontrabile quasi in ogni traccia. Missione commerciale compiuta ancora una volta, e classifiche mondiali nuovamente scalate, ma fu il loro canto del cigno: la palpabile sindrome da onnipotenza che colse Roland Orzabal, determinò la dipartita di Curt Smith, sancendo di fatto la fine del gruppo.

Negli ultimi quindici anni, e prima di questa reunion, Roland Orzabal, rimasto unico titolare del marchio, ha prodotto un paio di album assolutamente da dimenticare. Così come è da dimenticare, lo diciamo subito a scanso d'equivoci, questo "Everybody Loves A Happy Ending". Imbarazzante operazione di restyling questo disco, che non si accontenta di voler risultare accattivante a ogni costo, ma per farlo va a scomodare tanto il passato più banale della band, quanto un certo pop sixites timbrato Beatles.

Se il singolo "Closest Thing To Heaven" mantiene una parvenza di piacevole canzoncina pop, sia pur con arrangiamenti fotocopiati dal vecchio singolo "Sowing The Seeds Of love" (rullatona di batteria in break inclusa!), l'ascolto degli altri brani, quando non stucchevole, si rivela persino esilarante, tanto sono goffe ed esplicite le imitazioni contenute. Non bisogna attendere molto per precipitare nel culmine del delirio compositivo del duo: è sufficiente cimentarsi nell'iniziale "Everybody Loves A Happy Ending" in cui non viene neanche fatto lo sforzo di dissimulare i ripetuti ascolti della pop psichedelìa à-la "Sgt. Pepper's", così come in "Call Me Mellow", nella quale l'ascolto, con relativa imitazione, si estende agli XTC sedotti dagli stessi Beatles. Peccato che gli XTC posseggano un'arte che agli odierni Tears For Fears è del tutto sconosciuta: il controllo della sfumatura, ma soprattutto una scrittura che poche volte nel corso di un'intera carriera è andata fuori dalle righe. Anche a volersi sforzare, in quest'album altro non si trova, se non delle stucchevoli, insopportabili canzoni di musica leggera che farebbero storcere il naso persino agli aficionados del teen pop di Justin Timberlake.

Quello che più infastidisce è la supponenza con la quale Roland Orzabal si ritiene depositario delle virtù sia di Lennon che di McCartney: a parte questo non trascurabile dettaglio, forse sarebbe il caso spiegargli che dal 1968 a oggi "qualcosa", nel pop, è pur accaduto. Un dignitoso silenzio non avrebbe certo giovato alla tasche dei due, che avranno spuntato cifre astronomiche per mettere in piedi questa patetica reunion, ma alle nostre orecchie sarebbe stato d'oro.

(12/12/2006)



  • Tracklist
  1. Everybody Loves A Happy Ending
  2. Closest Thing To Heaven
  3. Call Me Mellow
  4. Size Of Sorrow
  5. Who Killed Tangerine?
  6. Quiet Ones
  7. Who You Are
  8. The Devil
  9. Secret World
  10. Killing With Kindness
  11. Ladybird
  12. Last Days On Earth

 

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