Marissa Nadler

The Saga Of Mayflower May

2005 (Eclipse) | dream-folk

Forse dopo la rottura di una lunga e intensa relazione amorosa è più facile chiudersi in se stessi ed esprimere il proprio dolore attraverso le parole e le musiche di una canzone, fu così per Joni Mitchell prima di creare il suo capolavoro "Blue" ed è stato così per Marissa Nadler prima di imbracciare la chitarra e dedicarsi a questo suo "The Saga Of Mayflower May".

Il riferimento a Joni Mitchell non è casuale, perché Marissa Nadler sembra inserirsi a pieno titolo in quel gruppo di cantanti folk che hanno reso grande il mondo femminile anche nella musica popolare del dopoguerra; insieme alla già citata Mitchell, è necessario parlare anche di Joan Baez, che forse più di tutte è rimasta nel grande immaginario della musica folk e la cui lezione è chiaramente percebile nella superba voce della Nadler. Niente grandi movimenti storici alle spalle (come poteva essere per Joan Baez), ma il semplice desiderio di una giovane donna di esprimere i propri sentimenti attraverso la sua chitarra e la sua voce, in un disco che musicalmente non ha troppe pretese ed è costituito da undici bozzetti acustici illuminati da qualche intervento strumentale (come il flauto), ma soprattutto dalle capacità vocali di Marissa.

Già con il primo pezzo, "Under An Old Umbrella", il clima evocativo raggiunge il suo apice: sulle note di una chitarra acustica che quasi si perde in sottofondo, la Nadler riesce a creare un universo di sentimenti e di sensazioni, sensazioni che puntualmente ritornano quasi ampliate nel secondo brano, che in certi momenti ricorda proprio la Baez più grande in una vocalità chiara, ma allo stesso tempo profonda e solenne. Con il terzo brano, "Mr. John Lee" , Marissa scende leggermente di tono e ci porta in un pezzo più sognante, forse il più bello di tutto il disco, un pezzo che a tratti ricorda la Janis Joplin di "Me And Bobby McGee", ma con la dolcezza di un angelo. Anche "Yellow Lights" si inserisce in coda, ma prende i colori della primavera, con un'atmosfera vagamente bucolica e un cantato che riesce a trasmettere allo stesso tempo malinconia e gioia, quello che si prova quando si ricorda un passato felice ma ormai lontano.

"Damsels In The Dark" è una piccola risalita in cui la chitarra sembra riprendere leggermente possesso della scena e la voce sembra adeguarsi allo strumento, mentre la voce la insegue con la solita stupenda docilità sognante; il tutto sfuma in "Lily, Henry & The Willow Trees", in cui la chitarra prende finalmente il sopravvento, mentre la voce della Nadler sembra quasi fare da comparsa, lontana, ma allo stesso tempo evocativa come un passato che non vuole passare. "Old Love Haunts", invece, riprende i toni di "Yellow Lights" e sembra risplendere di nuovo di luce, luce offuscata ma pur sempre luce, luce intensificata dai vocalizzi della Nadler che rinfrescano come una brezza leggera le serate di fine estate.

"In The Time Of The Lorry Low" segue come una stagione i toni del pezzo precedente e ci porta in un clima improvvisamente invernale, quasi spettrale e tetro, in cui la stupenda voce della Nadler vaga come un fantasma fra gli alberi gelati d'inverno. A terminare il disco, l'accoppiata "Calico"-"Horses And Their Kin", in cui Marissa ci porta per mano attraverso i suoi sentimenti, prima chiari poi sempre più scuri e tetri, fino a divenire dilatati, quasi eterei e onirici, in un mondo di spiriti e fantasmi come può essere la mente umana.

(16/12/2009)

  • Tracklist
  1. Under an Old Umbrella
  2. The Little Famous Song
  3. Mr. John Lee (The Velveteen Rose)
  4. Damsels In The Dark
  5. Lily, Henry, And The Willow Trees
  6. Yellow Lights
  7. Old Love Haunts Me In The Morning
  8. My Little Lark
  9. In The Time Of The Lorry Low
  10. Calico
  11. Horses And Their Kin
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