Subtle

For Hero:For Fool

2006 (Lex) | abstract hip-hop, experimental hip-hop

Terminata l'avventura con i cLOUDDEAD, nel 2001 Adam "Doseone" Drucker varò il progetto Subtle, coinvolgendo Jeffrey "Jel" Logan (sampling, drum machine), Jordan Dalrymple (batteria, chitarra, synth e voce), Dax Pierson (voce, tastiere, synth, armonica e autoharp), Marton Dowers (strumenti a fiato, synth) e Alexander Kort al violoncello elettrico. Con Doseone ai sample e alla voce, Subtle mostrava, fin dal dispiego di una siffatta strumentazione, di volersi spingere oltre il pur già sperimentale e "post-"hip-hop che aveva fino a quel momento caratterizzato un po’ tutte le esperienze riconducibili al collettivo Anticon.

Dopo una serie di Ep e l’esordio "A New White", basati su un equilibrio più o meno riuscito, più o meno affascinante di hip-hop, elettronica e rock, “For Hero: For Fool”, guadagnati punti in territorio "pop", segnò il momento di massima ispirazione del collettivo di Oakland. L'apertura è affidata alle due parti di "The Tales Of Ape", con la prima incanalata su spedite dinamiche che fanno pensare a un Aesop Rock in versione disco-rap, laddove la seconda vira invece verso dimensioni più eteree.
L'hip-hop e il pop-rock convivono in "Middleclass Stomp", tra schitarrate liberatorie e refrain dreamy, ma anche in "Middleclass Kill", brano ancora più sperimentale e dall'impianto progressivo, e in cui il retaggio cLOUDDEAD viene diluito tra scansioni industriali, echi hard-psych e paradisi folktronici. "Midas Gutz" ha un seducente piglio R&B, il flow è cadenzato e spavaldo il giusto, mentre sullo sfondo una chitarra diffonde, con un semplice riff, profumi noir. "Nomanisisland" abbassa i toni, imbastendo una trama riflessiva con tanto di fughe melodiche e miraggi jazz.

"The Mercury Craze" (unico singolo tratto dal disco) rompe gli indugi e lascia venire a galla l'animo più dance-oriented dei Subtle, che qui non hanno timore di mostrarsi anche un po' più banali del solito. Con "Bed To The Bills" si torna alla mischia sonora che è l'anima più sincera della band, qui in sella anche a metronimie androidi che sfociano in crescendo minimalista. Ancora ricchezza di contenuti in "Return Of The Vein": prima electro-hop cantilenante, poi digressione per chitarra, basso e batteria e, quindi, fuga verticale verso le stelle. E se "Call To Dive" attinge anche dal trip-hop, pur restando un corpo sonoro in continuo evoluzione, "The Ends", con i suoi quasi nove minuti di durata, sembra voler riassumere un po' tutte le sfumature stilistiche del disco, abbandonandosi nel finale a un viaggio nello spazio cosmico.

(05/10/2020)

  • Tracklist
  1. A Tale of Apes I
  2. A Tale of Apes II
  3. Middleclass Stomp
  4. Middleclass Kill
  5. Midas Gutz
  6. Nomanisisland
  7. The Mercury Craze
  8. Bed to the Bills
  9. Return of the Vein
  10. Call to Dive
  11. The Ends
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