Black Lips

Los Valientes Del Mondo Nuevo

2007 (Vice) | garage

I Black Lips sono una delle tante band garage dell'underground di Atlanta, i migliori del settore, nella loro metropoli, ma anche in tutta la Georgia, nel resto degli States, e perché no: in tutto il resto del pianeta. Nati nei primi mesi del 2002 da una costola dei collegiali Blastoffs, in seguito Renegades, hanno attraversato fasi alterne, legate ad alcune tragiche vicende, come la morte del produttore Greg Shaw, ma soprattutto la prematura scomparsa del chitarrista Ben Eberbaugh, vero e proprio trascinatore del gruppo, vittima di un tragico incidente stradale nel dicembre del 2002, alcuni giorni prima della pubblicazione dell'album d'esordio.
Nonostante l'immenso shock subito, la band ha reagito in fretta continuando con veemenza quel processo di ricostruzione del buon vecchio garage narcotico a stelle e strisce.

Nei lavori postumi alla selvaggina rock del disco omonimo, "We Did Not Know The Forest Spirit Made The Flowers Grow" e "Let It Bloom", traspare immediatamente l'intreccio magico di garage e attitudine sixties, un po' da surfisti del buco del ....  (!), un po' Nuggets, un po' dei Modern Lovers strafatti di anfetamina.
Le labbra nere di Atlanta rappresentano più di ogni altro la rinascita del garage punk viscerale, e di tutta la corrente neo-sixties odierna.
Le loro esibizioni live sono un'esperienza fulminante, una sorta di must per chi crede ancora nella sopravvivenza concreta del rock 'n' roll. Immortalare queste performance adrenaliniche, dove si è autorizzati a ruttare e a proporre qualsiasi sozzura degna di nota, era semplicemente d'obbligo.

Comprensibile, quindi, che l'unica vera difficoltà dei nostri sia stata la scelta di un luogo idoneo dove poter inscenare questo tipo di spettacolo.
La calientissima Tijuana (Messico) è apparsa fin dal primo momento la città perfetta per le nostre star, quella che solitamente è denominata la seconda patria, o come dicono da quelle parti: "Aquí empieza la patria" ("La patria comincia da qui"), e da qui forse ricomincia anche il vero rock 'n' roll.
L'atmosfera è unica: un localino con pista da cento metri quadri, in giro i soliti baffetti sconvolti dall'alcool che barcollano qua e là, le mitiche ragazze di frontiera a scolarsi il bancone e qualcos'altro, e quattro "teppistelli rock" dai visini apparentemente angelici, che scalpitano sul palco assieme a uno speaker locale a dir poco eccitato.

Pochi istanti e partono a razzo "Mia", "Boomerang" e "Sea Of Blasphemy": beh, più che mare verrebbe da dire un "oceano" di accattivante blasfemia garage, la smania sixties di questi quattro scalmanati sposa appieno un modus operandi dal vivo decisamente deviato, caustico, vicino ai cataclismi punk rivoluzionari dei primissimi Stiff Little Fingers o agli squinternati svolazzi degli Swell Maps di Nikki Sudden.
Energici, scassoni, scazzati e infuriati come pochi, i Black Lips spediscono nella schizofrenia  da palcoscenico di Cole Alexander tutto il loro espressionismo visivo.

Ballate à-la Clash  ("Dirty Hands"), cavalcate circensi degne dei migliori Dead Kennedys, assalti tediosi con tanto di stacco a rutto ("Everybody's Doing It") sono solo una parte delle meraviglie di "Los Valientes Del Mondo Nuevo". Semplicemente il miglior live garage degli ultimi dieci anni.

(21/12/2007)

  • Tracklist
  1. Mia
  2. Boomerang                 
  3. Sea Of Blasphemy                  
  4. Stranger
  5. Not A Problem
  6. Hippy Hippy Horrah
  7. Boone
  8. Everybody's Doing It
  9. Dirty Hands
  10. Buried Alive
  11. Juvenile
  12. Lion With Wings
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