Dopo aver ascoltato la nuova fatica di Dave Grohl & Co. è facile rendersi conto che questa volta la band non ha voluto prendere nessun rischio (al contrario che nel precedente, doppio album, “In Your Honor“), confezionando un innocuo (a tratti piacevole per carità) disco di rock Fm che punta facile alla cima delle chart. Tutte cose già sentite, e meglio, nei precedenti lavori della band, qui riproposte con abile tecnica, ma poco cuore. Non che manchino brani accattivanti e divertenti (a partire dal singolo “The Pretender”, dalla classica struttura piano-forte tipica dei Foo Fighters), o melodie memorabili (“Cheer Up Boys (Your Make Up Is Running)”, o la swingante “Summer’s End”), ma l’insieme manca di coesione, e le idee più interessanti sono abbandonate in fretta (come nell’acustica “Ballad Of The Beaconsfield Miners”, che vede la collaborazione di Kaki King).
Gli episodi meno riusciti sono riservati alla parte finale dell’album. In “Statues” e “Home”, Grohl si improvvisa crooner, suonando il pianoforte e introducendo all’interno dei brani pomposi arrangiamenti orchestrali, ma l’effetto è iperprodotto e impacciato, lontano dall’intimismo della bellissima “Walking After You”.
Continuavamo a sperare nell’album della “maturità” dei Foos, ma sorge il dubbio che la band abbia dato il massimo ormai parecchi anni addietro.
12/05/2008
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