KALABRESE - Rumpelzirkus

2007 (Stattmusik)
minimal-funk

Un passato di pochi 12″ ha già dato a Sascha Winker la forza di forgiare un album che spicca in personalità e freschezza, cosa rara ai giorni nostri, fatti di continue duplicazioni. Il passato di Kalabrese è sempre stato all’insegna del minimalismo che tanto detta legge a Berlino negli ultimi anni, ma le sue produzioni hanno sempre avuto un’anima funk, un occhio al club e l’altro all’ascolto, creando i capitoli più pop di questo naufragare minimalistico.

Sascha deve la sua iniziale notorietà in campo europeo alla sua importanza nella patria Svizzera, dove si muove in tutti i fronti per diffondere la musica elettronica, da organizzatore di eventi a proprietario di un club, promoter, dj e assiduo collaboratore della Stattmusik, la più importante label elettronica di Zurigo. La sua fama cresce proprio in quelle terre e una etichetta come la Perlon, tra le migliori in ambito “new-minimal”, nel 2004 gli pubblica il 12″ “Chicken Fried Rice”. La musica di Winker è in ogni set minimal che si rispetti. Luke Solomon ne va matto, Laurent Garnier pure, e tutta la compagine Luciano/Villalobsos/Hawtin lo suonano a sfinimento.

Seppur figlio di una moda sterile, riesce a organizzare il suono in modo eccellente, grazie anche all’aiuto dell’ottimo produttore Valentino Tomasi, creando trax dal sapore pop, con anima funk dal basso che pompa incessante. Dopo “Chicken Fried Rice”, Sascha stringe i contatti giusti riuscendo a portare il suo sound nei più importanti club europei. Collaborerà ancora con la Perlon per alcune apparizioni su compilation, ma dal 2004 a oggi si affiderà esclusivamente alla Stattmusik, creando ottimi dischi che si dissolveranno sempre più in una forma quasi da “after”, più che da club stesso. Questo suo album di debutto viene preceduto da due 12″, che ne anticipano molte tracce. Non è un caso che quest’ultimi non abbiano avuto un gran successo da parte dei deejay: molto più da ascolto, bpm bassi, troppi suoni. Kalabrese prende per il collo la minimal, creandone un vortice più umano.

“Rumpelzirkus” ci accompagna per il suo cammino con un’ottima progressione, dall’iniziale ragga-oriented “Oisi Zuekunft” alla successiva, polposissima “Not The Same Shoes”, “Aufm Klo” rende grazie al lavoro di Villalobos con ispirati impegni geometrici , la neworderiana “Hide” passando per “Auf Dem Hof”, è come una jam tra Jamie Lidell, George Clinton e Moodymann. I richiami a Lidell sono obbligatori, vista la soluzione finale, molto vicina ai risultati dei Super Collider, lo storico duo formato dal cileno Cristian Vogel e da Jamie Lidell, appunto. Torridi giri di basso, battuta nu disco, impostazioni minimal, il tutto ben inquadrato, non riesce a sporcarsi come il funk dovrebbe fare, ma Sascha è uno svizzero, non possiamo pretendere troppo. Piacevole all’ascolto, non ti sorprende, non ti delude, riesce a crearsi una linea di qualità che sta appunto attorno al voto che vedete qui sotto.

31/05/2007

Tracklist

  1. 1. Oisi Zuekunft (with Da Mezga)
  2. 2. Not The Same Shoes (with Kate Wax)
  3. 3. Aufm Klo
  4. 4. Deep
  5. 5. Hide - (with Guillermo Sohrya)
  6. 6. Heartbreak Hotel
  7. 7. Hou Anthem
  8. 8. Lose My Chair
  9. 9. Auf Dem Hof
  10. 10. Hafenlied
  11. 11. Body Tight

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