Una premessa (soprattutto per i fanatici del peer to peer): lo “Smile” di cui vi apprestate a leggere la recensione è quello della Southern Lord. Attenzione quindi, perché ne è uscita una versione giapponese a cura della Diwphalanx, che a quanto si dice sembra sia molto più noise-electronic oriented. Sul retro del promo in mio possesso, leggo tuttavia che anche qui collaborano Stephen O' Malley (Sunn0))), KTL) e Michio Kurihara (Ghost, White Heaven, The Stars), per cui la differenza dev’essere nel mixing dei pezzi piuttosto che nella composizione in se, come più o meno si afferma anche nella press sheet della Southern Lord.
Detto ciò, i Boris sono una grande band, anche se non tutti paiono essersene accorti. Poco male.
Ecco, i Boris sono tra i pochi a dare ancora un senso all’hard-rock – con tutte le virgolette del caso ovviamente – in questo primo scorcio di nuovo millennio, e questo “Smile” ne è testimonianza vivida e, soprattutto, vitale. E dimostra inoltre il notevole eclettismo della band, che riesce a passare dal drone-rock all’heavy-metal, dalla psichedelica al noise con estrema facilità.
Sì, veramente buono il disco, a partire dal blues acido di “Flower Sun Rain”, cover dei connazionali Pyg (comprato Japrocksampler? Forza, non lasciatevi pregare), passando per l’hair-metal ottantino delle supersoniche “BUZZ-IN” , “Laser Beam” e “Statement”, e finendo in gloria con il pezzo senza titolo, un bulldozer doom psichedelico che si trascina imperturbabile per oltre quindici minuti.
Potrebbe essere il trampolino di lancio per un’affermazione commerciale. Speriamo.
04/05/2008
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