Larkin Grimm

Parplar

2008 (Young God Records/Goodfellas) | folk, songwriter

Larkin Grimm, interprete originaria di Memphis, Tennessee, giunge al terzo album e fatalmente incanta e affonda nell'aura insinuante e allucinatoria, outsider e naif di Young God Records di Michael Gira.
Reduce da mille esperienze di vita, variamente romanzate tra estro girovago e formazione accademica, comunità e reclusione (la sua famiglia fu poi anche membra del culto The Holy Order of Mans) e forte oggi di una band d'accompagnamento che conta quindici elementi ("...of loose-limbed artists, bohemians, actors, perverts and degenerates..."), la Grimm sfoggia uno stile di scrittura eclettico e vivo e che forgia una forma-canzone intensa, impulsiva e primordiale, minimale e tormentata, quasi da pamphlet.

Attraverso questa musica ci si cala e ci s'abbandona in un'utopica, sibillina e grezza dreamland di folk astrale, dalle diverse anime. Un abisso scintillante e oscuro, scarno e lacerato, coi ritmi e le tensioni che sempre accolliamo all'etichetta di Michael Gira ("pigmalione" e co-produttore del disco).

In questa vivida fuga dal mondo in cui si è assieme osservati e osservatori, si apprende e ci si abitua a una libertà stilistica maliarda e dolorosa. Una fiamma brilla afflitta tra speranza e sofferenza, tra poesia e violenza, tra baruffe nevrotiche e bisogno di annullarsi nella folla. È tutto un proscenio di amore devoto, d'indole indifesa e istinto repulsivo; sfrenato tra inni religiosi, rituali e simbolismo ("Durge", "Be My Host", "Anger In Your Liver", "How To Catch a Lizard").

In "Parplar" il più naturale e isolato istinto acustico soul-blues georgiano, veste e talamo delle estrose e variopinte interpretazioni di Larkin, danza e sposa colorite accentuazioni strumentali trascendendo il puro gusto revival.
Gli impasti di strumenti più disparati (dalle corde ai fiati, agli archi-viola, banjo, fisarmoniche, harmonium...), le soggioganti contaminazioni tonali assieme all'estro calembour della protagonista, ritemprano la rigogliosa tradizione folk appalachiana e le influenze europee, fermi riferimenti del progetto Grimm-Gira.

Si allestiscono tensioni passionali in tinta teatrale e decadente (dall'excursus corale marziale "Ride That Cyclone", passando per sincopi e sfumature poliritmiche georgiche in "My Justine" e "Fall On My Knees", sino alla sciarada circense "Dominican Rum") i cui ibridi stilistici, privati di pathos inopportuno o pastorizzato, infusi di travaglio, di fragilità e lirismo malinconico, allertano ogni turbamento, drappeggiano ovunque di disagio esistenziale.

(02/12/2008)

  • Tracklist
  1. They Were Wrong
  2. Ride That Cyclone
  3. Blond And Golden Johns
  4. Dominican Rum
  5. Parplar
  6. Durge
  7. Be My Host
  8. Mino Minou
  9. My Justine
  10. Anger In Your Liver
  11. All The Pleasures In The World
  12. Fall On My Knees
  13. How To Catch A Lizard
  14. The Dip
  15. Hope Of The Hopeless
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