Panda Bear e soci se ne staranno per i fatti loro almeno per un paio d'anni. Prima però ci concedono un regalino in vista del Natale: "Fall Be Kind", che segue lo spendido "Merriwheather Post Pavilion" uscito a gennaio, è un Ep di cinque brani che ben riassume l'immagine del collettivo animale degli ultimi anni.
Al solito, il campo di battaglia preferito dal trio newyorkese è un luna park coloratissimo, rumoroso e festaiolo. La tristesse è bandita nell'inno "Graze", fra spirali d'antan e birre a gogo direttamente dall'Oktoberfest. In perenne bilico fra le goliardie dell'ultima loro fatica e gli impeti più schizofrenici di "Strawberry Jam", gli Animal Collective trovano il perfetto trait d'union nei tratti dreamy di "What Would I Want? Sky". E come in una grotta umida e poco rassicurante, arriva "Bleed", liquido mantra psichedelico, giocato su echi lontani. Prima dei primitivismi vagamente krauti di "I Think I Can", senti "On A Highway" e pensi ai Mercury Rev.
Gli Animal Collective si congedano così dalla fine del decennio come meglio non potevano. Un decennio che, nel bene e nel male, hanno segnato radicalmente.
05/12/2009
Per l'album numero sei, torna la formazione ufficiale al completo
L'ennesima maschera deforme dei moderni Holy Modal Rounders
Il combo newyorkese in un pastoso carosello di melodia, elettronica e psichedelia
Il collettivo sbarca nel mondo visuale, con un film/colonna sonora che porta in una dimensione onirica
Gli Animal Collective si rimettono in gioco e puntano all'Africa, in un'allucinazione di suoni e colori. Genesi di un delirio, "Centipede Hz"
L'ennesimo imperdibile caleidoscopio sintetico del Collettivo
L'allucinazione acquatica del Collettivo, alla seconda prova audio-visiva
Atmosfere più sobrie ma sempre costruite su variopinti patchwork nell'atteso ritorno del quartetto di Baltimora
La tappa parigina del tour di Sung Tongs, tra estasi free-folk e mantra animaleschi
Un disco di alt-country moderno che unisce calore melodico e tinte crepuscolari
La nuova tappa, più intima e contemplativa, della band del produttore delle star
l debutto del trio romano, tra macchine autocostruite, registrazioni di campo e melodie sussurrate
La popstar tedesca trova finalmente la quadra grazie a un tuffo profondo nell'universo sonoro hyperpop
Songwriting robusto e dream-pop che guarda molto da vicino ai grandi del genere nell'esordio della band londinese
L'album dei ricordi dell'ex War On Drugs non sfugge ai cliché
Coerenza e immutata credibilità per un ritorno atteso quindici anni
Dalle notazioni di Sylvain Chauveau prende le mosse un itinerario elegiaco di suono e silenzio