Bruce Gilbert, già onorato chitarrista dei Wire, ritorna con un nuovo lavoro di studio, per l’ennesima volta improntato a un forte sperimentalismo ambient. Il pezzo forte dovrebbe essere rappresentato da “Zeros”, un colosso di 26 minuti che è in realtà un abnorme studio senza direzione, o fermo al palo per tutta la sua durata, o dimentico degli enormi progressi perpetuati dalla drone music negli ultimi anni. La title track è un’oscillazione inerte, e “Isopyre”, la più dinamica (ma di solo 4 minuti), è un elementare gioco stereofonico.
Nemmeno il fan più accanito sarebbe disposto a celebrare questa paccottiglia avanguardistica come progresso del suo percorso (ammesso che esista, il percorso), 12 anni dopo “In Ease”, che qui si rimpiange. Pregio: dura poco.
22/10/2009
L’intimità del suono acustico per un quasi esordio d’autore
Un equilibrio raffinato tra canzone, ambient e orchestrazioni nel nuovo convincente lavoro dell'artista californiana.
Il mare quale punto di incontro per due virtuose sperimentatrici elettroacustiche
Un disco di alt-country moderno che unisce calore melodico e tinte crepuscolari
La nuova tappa, più intima e contemplativa, della band del produttore delle star
l debutto del trio romano, tra macchine autocostruite, registrazioni di campo e melodie sussurrate
La popstar tedesca trova finalmente la quadra grazie a un tuffo profondo nell'universo sonoro hyperpop
Songwriting robusto e dream-pop che guarda molto da vicino ai grandi del genere nell'esordio della band londinese