Langhorne Slim

Be Set Free

2009 (Kemado) | folk-rock

Alla luce di questo "Be Set Free" non è azzardato affermare che Sean Scolnick, in arte Langhorne Slim, potrebbe diventare, in prospettiva, uno dei più floridi e interessanti autori americani di classic rock (con riferimento alle declinazioni più rootsy che questo termine ingloba). Erroneamente incasellato, agli inizi, nel quadro della scena più prettamente nu-folk, introversa e revivalistica della seconda metà dello scorso decennio, il signor Slim. Ma che sotto la travisata scorza "finto-barbuta", pre-war, cow-punk, formicolasse una vena rock epica e popolare, da queste parti lo sospettavamo da tempo.

A capo di una band affiata, di buona caratura strumentale e in grado di padroneggiare perfettamente questo genere di sonorità (sostanzialmente revisionistiche) dirozzate e dotate di un più accentuato respiro armonico e atmosferico grazie agli eleganti arrangiamenti di Chris Funk dei Decemberists (apprezzabili soprattutto negli inediti fraseggi classicheggianti del piano e degli archi), Langhorne Slim confeziona un opera di grande artigianato nostalgico e pop, già pronta, sembrerebbe, per il grande salto nel mainstream. Un mainstream di natura tipicamente "americana", abitante del grande spazio sospeso fra le due coste, e di altissimo profilo, ovviamente, per cui si potrebbero citare i nomi di uno Springsteen, di un Chris Isaak, di un Tom Petty o di un Neil Diamond come vaghe e generiche coordinate di riferimento. Perché Scolnick/Slim e la sua ciurma possiedono comunque un'impronta personale, riconoscibile e un tocco terrigno, istintuale, che li elevano di una spanna sopra la media del paludoso cantautorato Fm.

A suo agio sia nei roots-rock più ritmati (eccellente il contributo alla batteria di Malachi De Lorenzo, figlio di Victor dei Violent Femmes), robusti e melodici, come l'agra "Back To The Wild", la cavalcante "Say Yes" la sudista e soulful "Boots Boy", che in dolci ballate dal sapore west coast come la forbita "I Love You But Goodbye" (notevole il crescendo ritmico e orchestrale della seconda parte) e l'arcigna, "bandylaniana", title track; nel blues da focolare notturno dove s'innalzano cori da raccoglitori di frutta in piena nuova Depressione mutuo-bancaria di "For A Little While" (splendido il frammento di jam pianistica incastonato al centro del pezzo) come nel 50's rock'n'roll adolescenziale  di "Cinderella".

Tolto qualche riempitivo ("Blown Your Mind") "Be Set Free" è un opera matura e accessibile che si fa apprezzare per compattezza, versatilità e qualità interpretative.

(16/01/2010)

  • Tracklist
  1. Back To The Wild
  2. Say Yes
  3. I Love You But Goodbye
  4. Land Of Dreams
  5. Cinderella
  6. Be Set Free
  7. For A Little While
  8. Sunday By The Sea
  9. Leaving My Love
  10. Yer Wrong
  11. Blown Your Mind
  12. So Glad That I'm Coming Home
  13. Boots Boy
Langhorne Slim su OndaRock
Recensioni

LANGHORNE SLIM

Langhorne Slim

(2008 - Kemado)
Le danze colorate del folksinger americano

Langhorne Slim on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.