La Roux

La Roux

2009 (Polydor) | pop

Un lui (Ben Langmaid) e una lei (Elly Jackson), un musicista/produttore defilato se non invisibile e una vocalist/produttrice dal look incisivo e voce particolare; i La Roux, quelli di "In It For The Kill", la rivelazione delle chart e della stampa britannica e non di questo 2009, rientrano in pieno nei canoni classici dei duo electro-pop da trent'anni a questa parte, dalla coppia Lennox-Stewart sino a quella Goldfrapp-Gregory. Stilisticamente, però, ricordano più i primi e anzi potrebbero essere loro contemporanei, soprattutto di quegli Eurythmics che tornarono a suonare elettronici fuori tempo massimo nel 1987 (l'album era il dimenticato "Savage").

L'amalgama sonoro del loro primo, omonimo album sembra infatti non aver alcuna pretesa, se non quella di voler essere a tutti i costi scambiato per un qualcosa prodotto 25 anni fa, è minuziosamente sintetico e superficiale come se l'opera di svecchiamento e riabilitazione di questo sound (agli occhi della massa) attuato dalla scena electro francese e da quella urban/r'n'b americana sia stata considerata completamente superflua. E' un reazionario videogioco sonoro atto a far risaltare il falsetto squillante e metallico della Jackson, che vorrebbe essere punto di forza del duo ma più di una volta risulta loro tallone d'Achille; troppo spesso infatti la sua voce rischia di infastidire e omogeneizzare troppo un album che già di suo non risalta per varietà in sede di arrangiamento.
Solo in un paio di lenti (bella la conclusiva "Armour Love") la Jackson si fa più sinuosa e morbida e riesce persino a stupire nel brano "Tigerlily" (uno dei migliori del lotto) dove il suo cantato si fa sprezzante e ricorda quello della O'Connor agli esordi (pur non essendo in grado di raggiungerne l'intensità).

Il perché di tanto successo allora? Sicuramente l'aver pubblicato il disco al momento giusto, nel picco del revivalismo anni Ottanta (un solo anno di ritardo e forse avrebbe suonato ancora più datato) e soprattutto le canzoni che sono ciò che alla fine conta davvero per far presa sul pubblico: melodie semplici, carezzevoli ed efficaci, e se nei prossimi mesi verranno estratti molti altri singoli da questo disco, non ci sarà di che stupirsi. E pazienza se ogni tanto esagerano con le citazioni ("Bulletproof", destinata a bissare il successo di "In It For The Kill", presenta una strofa che ricorda parecchio "You Spin Me Round" dei Dead Or Alive) o se, come nel caso di "Fascination" e di "Reflections Are Protection", costruiscono melodie giocando ingenuamente con le assonanze tra le parole nel titolo.

Disco carino e di piacevole ascolto, insomma, che funziona nonostante i difetti ma che non mostra le reali capacità produttive del duo al di fuori dal revival ‘80s e che non lascia intuire se in futuro i due saranno in grado di lasciare un'impronta più personale nel pop d'oltremanica.
Promosso La Roux, rimandati alla seconda prova i La Roux.

(13/10/2009)

  • Tracklist
  1. In For The Kill
  2. Tigerlily
  3. Quicksand
  4. Bulletproof
  5. Colourless Colour
  6. I'm Not Your Toy
  7. Cover My Eyes
  8. As If By Magic
  9. Fascination
  10. Reflections Are Protection
  11. Armour Love
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