Thomas Jenkinson, noto anche con lo pseudonimo Squarepusher, è uno di quegli artisti che, pur mostrando spesso le capacità, non è mai riuscito a tirare fuori un vero e proprio capolavoro. Le ragioni di questa mancata consacrazione sono molteplici: l’infinita ecletticità, la prolissità incontenibile, il manierismo ostentato. Tutte caratteristiche tipiche del suono di Jenkinson, che ha segnato la rivoluzione elettronica degli anni 90, percorrendo la scia del più visionario Aphex Twin e accompagnando per mano l’etichetta Warp all’affermazione in questo campo. Purtroppo, però, Jenkinson sembra essersi perso in sé stesso.
“Numbers Lucent” è un Ep di sei tracce e venticinque minuti di musica, che riprende il discorso del deludente “Just A Souvenir” (2008), lasciando fortunatamente a casa esperimenti jazzistici, vocoder robotici ed episodi techno-punk. Troviamo, invece, uno Squarepusher prodigo ritornare ai vecchi lidi elettronici più spinti, cercando anche di mordere la carne con trivelle sonore non indifferenti (“Illegal Dustbin”).
Certo, le velleità modaiole e italo-disco non è riuscito a negarsele, proponendo per lo più non brutta musica, ma musica trasparente, che lascia indifferenti e non riesce a colpire.
Un Ep interrogativo e dubbioso, che vuole andare in quattro direzioni diverse e si frantuma nel tentativo di farlo. Aspettando la prova sulla lunga distanza, sperando in una improvvisa rinascita.
24/01/2009
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