Zelienople

Give It Up

2009 (Type) | slow-core, psichedelia, noir

Specchiarsi nel buio e restare inorriditi. Provare a muoversi e sentirsi inermi. Vacillare sul baratro di una sofferenza cosmica, poi sognare di paradisiache terre. Intorno, un oscuro mistero si agita sommesso, le chitarre traghettano accordi dolorosissimi lungo una palude di bisbigli accorati, le spazzole scivolano sui piatti con dolce mestizia e un treno si apre un varco dentro la siepe delle tenebre, annegando nel ricordo.

Si apre così, con il fumoso landscape di "Aging", il nuovo dispaccio sonoro dalle terre incantate degli Zelienople, trio chicagoano formato da Matt Christensen (voce, chitarra), Brian Harding (chitarra, clarinetto) e Mike Weis (percussioni). Pregna di evocazioni e di distanze che suscitano un vasto sentimento di abbandono e di nostalgia ("Dust Bowl"), come se i Talk Talk mimassero le fattezze intangibili di alcune delle pagine più belle di Badalamenti; la musica di "Give It Up", a differenza delle altalene emotive del precedente "His/Hers", si materializza attraverso lente, ascensionali peregrinazioni, facendo suoi i dettami dello slow-core, ma conservando, seppur in dosi più ragionate, le amplificazioni sovrannaturali dei Charalambides. Il risultato è, insieme, sfuggente e toccante.

L'arpeggio estatico e le percussioni svigorite che introducono "Can't Stop" danno vita a un carillon di sussurri angelici che si disfa in un vortice di deliri psichedelici, in scie di luci madide di eternità, in riverberi crepitanti che tentano di destare le bestie assopite di un arcano giardino dell'Eden. "All I Want Is Calm" discende in processione, solenne trenodia in circolo che la voce costringe a tenersi desta, mai davvero tormentata, piuttosto incline a un'esaltazione remissiva, fiaccata dal suo stesso, controllato fermento.

"I Can Put All My Faith In Her" è l'unico momento in cui il formato-canzone riesce a materializzarsi con una certa consistenza, anche se i confini tra sogno e realtà ("struttura") restano incerti, labili.
In fondo, però, è nell'incanto di forme impalpabili e di orizzonti sfumati che Matt Christensen e soci raggiungono un amalgama tanto intimo quanto epico. Così, "Water Saw" altro non è che una liturgia pendula tra le volte immateriali di un cielo plumbeo, lasciata vibrare dentro l'invisibilità del vento; "Little Lady Eyefull" una fantasticheria per anime indifese che plana sui paesaggi desertici di una ghost-town e "All Planned" uno squarcio di minimalismo noir che svanisce tra i misteri di "Twin Peaks".

(01/12/2009)

  • Tracklist
  1. Aging
  2. Can't Stop
  3. All I Want Is Calm
  4. Water Saw
  5. I Can Put All My Faith In Her
  6. Little Lady Eyefull
  7. Dust Bowl
  8. All Planned
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