Belle And Sebastian

Write About Love

2010 (Rough Trade) | pop

Un apostrofo rosa tra le parole "Belle" e "Sebastian". Sono in vena di romanticismo, Stuart Murdoch e soci: vogliono scrivere d'amore, e vogliono scriverlo sui muri. Eccoli allora in giro per le strade di Glasgow in compagnia della ragazza-copertina scelta per il loro disco rosa, Kim Moore degli Zoey Van Goey (gli eredi alla corona indie-pop scozzese?), impegnati a scrivere con un gessetto negli angoli della città il titolo del nuovo album: "Write About Love". Ai fan hanno chiesto di fare altrettanto, organizzando un concorso fotografico per premiare le migliori variazioni sul tema: tra segni di rossetto sulla tovaglia di un bistrot e messaggi in bottiglia abbandonati sulla spiaggia, manca solo un graffito vicino ai lucchetti di Ponte Milvio per completare l'effetto-Moccia...

Quattro anni di pausa (e qualche delusione di troppo): sin troppo facile pensare a una crisi d'identità per i Belle And Sebastian. A rimescolare le carte, però, ci ha pensato l'anno scorso la sorpresa del progetto God Help The Girl, capace di restituire smalto alla naturale inclinazione degli scozzesi per le melodie. Nessuna eresia, insomma, nel nutrire aspettative speranzose per il ritorno sulle scene dei Belle And Sebastian. A patto di non illudersi, però: le timidezze folk da cameretta degli esordi appartengono ormai definitivamente al passato. Bando alla nostalgia, quindi: i Belle And Sebastian dell'era Rough Trade hanno cambiato volto e conviene farsene una ragione.
"Write About Love" torna sul luogo del delitto, ripartendo dallo stesso produttore (Tony Hoffer) e dalla stessa location (Los Angeles) del disco precedente. Ma le velleità un po' ruffiane di "The Life Pursuit" sembrano stemperarsi: il nuovo album prova a recuperare le sfumature, pur senza rinnegare le tinte smaglianti dei tempi recenti. "I Didn't See It Coming" è una partenza incoraggiante, con il suo passo sinuoso e la voce di Sarah Martin ad avvilupparsi tra pianoforte e arpeggi. Subito, però, le tastiere di stampo vintage di "Come On Sister" riportano la bussola verso le atmosfere levigate degli ultimi dischi. E "Calculating Bimbo", classica ballata di impronta blue-eyed soul, non contribuisce certo a migliorare le cose, scivolando rapidamente nella scontatezza.

Eppure, "I Want The World To Stop" è probabilmente il miglior singolo sfornato dalla band da anni. Il rincorrersi delle voci, il beat svelto, l'aroma dolceamaro di fiati e archi: in un attimo tutto torna a combaciare. La lezione di God Help The Girl si sente soprattutto nella ricerca di nuove voci femminili: stavolta Murdoch riesce a scritturare nientemeno che la Carey Mulligan di "An Education", tuffandosi con l'attrice inglese nella vivacità anni Sessanta della title track. Certo, l'altro duetto del disco, quello con Norah Jones in "Little Lou, Ugly Jack, Prophet John", la dice lunga su quale sia oggi l'ambito di riferimento degli scozzesi: un pop gradevole e addomesticato, che tende a prediligere l'intrattenimento soffuso.
Non ci sono passi falsi clamorosi, in "Write About Love": il problema è che tutto rimane nell'aura della mediocrità. Anche il contributo alla composizione offerto dagli altri componenti della band (da Stevie Jackson in "I'm Not Living In The Real World" a Sarah Martin in "I Can See Your Future") si rivela decisamente prescindibile. Tra gli sbiaditi sussurri di "Read The Blessed Pages" e l'epilogo corale di "Sunday's Pretty Icons", a risollevare le sorti del disco interviene il tono vellutato di "Ghost Of Rockschool", che non avrebbe sfigurato tra le pagine di "The Boy With The Arab Strap".

Le canzoni di "Write About Love" ripropongono senza troppi imprevisti i temi più familiari ai Belle And Sebastian. Ci sono i bohémien squattrinati ("We don't have the money / Money makes the wheels and the world go round / Forget about it, honey"), c'è la realtà che soffoca i sogni ("I hate my job / I'm working way too much / Every day I'm stuck in an office"). Ma stavolta tutto suona più prevedibile del solito - e non basta certo infilare in un testo i nomi di Balzac e Bach (come negli ultimi versi di "I Want The World To Stop") per recuperare una patina letteraria...
"Write about love, it could be in any form", suggerisce Murdoch riprendendo il titolo dell'album. Sembra facile, scrivere d'amore. La cosa più naturale del mondo. Ma quando la calligrafia diventa risaputa, anche la passione finisce per trasformarsi in routine.

(07/10/2010)

  • Tracklist
  1. I Didn't See It Coming
  2. Come On Sister
  3. Calculating Bimbo
  4. I Want The World To Stop
  5. Little Lou, Ugly Jack, Prophet John
  6. Write About Love
  7. I'm Not Living In The Real World
  8. Ghost Of Rockschool
  9. Read The Blessed Pages
  10. I Can See Your Future
  11. Sunday's Pretty Icons
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