Fuzzy Lights

Twin Feathers

2010 (Little Red Rabbit) | folk, post-rock

Le prime, sparute gocce di pioggia di un temporale estivo rimbalzano sulle lamiere di uno slum londinese. Nell'ombra di un vicolo, una figura malandata, curva si muove grottesca, come incapace di tenere a bada i movimenti inconsulti del proprio violino. Il Male dell'Est, sospinto dal vento, ha attraversato Balcani e Carpazi e bussa alle porte dell'Inghilterra. Questo è l'inizio cinematografico ("Obscura") di "Twin Feathers", il secondo album del quintetto di Cambridge, il cui nucleo è rappresentato da Xavier e Rachel Watkins, marito e moglie.
Si tratta di un disco che alterna una leggerezza bucolica preraffaelita e grevi paesaggi turneriani di tempesta, prendendo a piene mani dai Pentangle e dal folk inglese anni 60 ("Fallen Trees" su tutte) e aggiornando tali riferimenti con originalità e cura, declinando i loro arpeggi medievaleggianti, i loro gorgheggi fatati nella esplosiva contemporaneità del post-rock, riprendendo le sferzate di Warren Ellis e, a volte, l'attonito riverbero sigurrosiano ("Rituals", "The Sea & The Heather").

Qualcosa di questo approccio si è forse già intravisto l'anno scorso in "The First Days Of Spring" dei Noah And The Whale, la cui trasfigurazione di larvati movimenti del cuore raggiunge qui, però, un risultato compiuto, definitivo. Nel bene e nel male, i Fuzzy Lights non temono la dilatazione, la costruzione di trame che trascendano la canzone canonica. È così che si ottiene un disco di una certa stazza (nove tracce per cinquantadue minuti), che sa però offrire spunti diversi, pur nell'estetica unitaria di bucolica meditazione e improvvisi squarci d'irrequietezza.
Per una "The Museum Song", tour forse un po' didascalico di ariosa contemplazione, sull'onda di un compiaciuto pizzicato, troviamo una "Shipwrecks" che si trasforma da elegia a due voci a tremenda rievocazione noise di naufragi interiori. Oppure gli inaspettati Sea And Cake di "Slowing Time", improvviso sussulto di un'eleganza non distaccata, o il fascino della muta rappresentazione di volti estenuati di "Lucida", mini-suite per fisarmonica e violino.

Scenografie grandiose come quelle dei gemiti chitarristici di "Through Water", volatili fremiti corali come quelli di "The Sea & The Heather" testimoniano ancora una volta la forza sinergica di due cantautori coesistenti all'interno di una stessa band e insieme compagni sentimentali.
I Fuzzy Lights compiono insomma con "Twin Feathers" un importante passo verso la definizione di una propria impronta e verso una fusione convincente delle loro diverse influenze e attitudini. Eppure è difficile non vedere il disco come una rampa di lancio, piuttosto che come un punto d'arrivo.

(29/10/2010)



  • Tracklist
1. Obscura
2. Fallen Trees
3. Through Water
4. The Museum Song
5. Lucida
6. Rituals
7. Shipwrecks
8. Slowing Time
9. The Sea & The Heather
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