Jason Simon

Jason Simon

2010 (Tee Pee) | stoner-folk

L'esordio dei Dead Meadow e il successivo "Howls From The Hills" non hanno certo perso fascino e smalto col passar del tempo, anche se l'hard-rock psichedelico della band di Washington D.C. non ha superato lo scoglio imposto da alcuni critici alla loro trasmigrazione verso la consacrazione di gruppo cult.

Le successive incursioni in territori più raffinati, con "Feathers", hanno aperto la strada all'esordio del leader Jason Simon, che imbraccia la sua chitarra acustica, mettendo a nudo il suo script da songwriter acuto e suggestivo.
Jason è un musicista dotato e fantasioso, estrae dalla sua chitarra sonorità elaborate e semplici con la stessa grazia e abilità di Bert Jansch o di Bob Dylan, pur senza far gridare al miracolo. L'immaginazione è sempre dietro l'angolo nelle dieci tracce di questo interessante esordio, le armonie sono quasi impalpabili ma stranamente sofisticate e sottilmente insinuanti, nonostante l'apparente staticità sonora dell'album scivoli su buone intuizioni liriche ed armoniche.
Le perplessità che tuttavia accompagnano la carriera del gruppo madre non vengono mitigate del tutto, il senso di deja-vu e la familiarità con il suono folk-psych si insinua lentamente, smorzando gli entusiasmi alimentati dal trittico iniziale. Le cristalline sonorità spettrali di "Let's Begin" e la lacerante inquietudine di "I Let It Go" si infrangono sulla dolente e riflessiva "Good Hope Road", suscitando più di una aspettativa. Ma la speranza di trovarsi di fronte al nuovo Syd Barrett o al nuovo Robyn Hitchcock sfuma nel prosieguo.

Nessuna traccia sembra possedere la stessa forza, i testi prendono il sopravvento sulla musicalità, le citazioni diventano più visibili e tra un Bob Dylan in salsa agrodolce ("As I Went Out One Morning") e il blues indeciso di "The Dust Does Blow" c'è spazio comunque per alcune emozioni.
Un po' di noia si insinua tra le tracce centrali dell'album, concentrando in "What You Put Into Your Head..." tutto il romanticismo superfluo e in "A House Up On a Hill" sonorità e soluzioni armoniche tediose; spetta a "Strayin'" ripristinare il fascino ambiguo del folk psichedelico di Jason Simon e portarlo gentilmente verso un finale delicato e rassicurante.
 
Per i fan dei Dead Meadow, l'esordio di Jason Simon contiene più di un motivo per essere apprezzato, ma innegabilmente molte delle suggestioni che accompagnano gran parte dell'album possiedono il fascino obliquo che accarezza la sensibilità anche di un pubblico più smaliziato. Curiosare in queste dieci tracce potrebbe essere comunque avvincente.

(24/02/2011)

  • Tracklist
1. Let's Begin
2. I Let It Go
3. Good Hope Road
4. The Dust Does Blow
5. Hollow Eyed And Howling
6. As I Went Out One Morning
7. A House Up On A Hill
8. What You Put Into Your Head...,
9. Strayin'
10. The Clear Light
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